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DAKAR, Senegal - Ridurre la dipendenza dell’Africa dalle importazioni di vaccini e rafforzarne la resilienza di fronte a future pandemie e malattie. È questo l’obiettivo che l’Unione Europea (Ue), insieme ad altri organi internazionali, si è data con il progetto di un nuovo laboratorio nella capitale senegalese, Dakar. L’annuncio è arrivato a pochi giorni dall’inizio di una terza ondata di coronavirus che potrebbe mettere il continente africano in ginocchio.

«L’Unione Europea, con il Team Europe, finanzierà la costruzione di un impianto per la produzione di vaccini contro il Covid-19 e altre malattie endemiche – si legge in un comunicato pubblicato venerdì dall’Ue –. L’Europa sosterrà investimenti su larga scala con una sovvenzione di 6,75 milioni di euro per la realizzazione di studi di fattibilità tecnica e la preparazione della nuova installazione presso l’Istituto Pasteur di Dakar». Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno e responsabile della task force per la produzione dei vaccini contro il Covid-19, ha fatto tappa in Senegal per lanciare il primo hub africano per la produzione di dosi contro il coronavirus. «L’Africa importa il 99 per cento dei vaccini contro questa pandemia – ha sottolineato Breton –. L’Ue investirà quindi

in Africa per favorire la produzione locale». Con un centinaio di epidemie all’anno, l’Istituto Pasteur aveva cominciato già da alcuni decenni a produrre vaccini, ma l’attuale pandemia ha messo a dura prova gran parte dei sistemi sanitari africani. Tra i Paesi più a rischio rimane il Sudafrica con in totale oltre due milioni di contagi e quasi 64mila morti. Questa settimana è stato quindi firmato un accordo a Dakar che coinvolge diversi attori come: Commissione europea, Banca d’investimento europea, Banca mondiale, Stati Uniti, Francia, Germania e Belgio, oltre al governo senegalese e altri donatori. «Saremo in grado di aumentare l’accesso ai vaccini per gli africani – ha dichiarato Amadou Hott, ministro dell’economia senegalese –. Vogliamo gettare le basi per la nostra sovranità farmaceutica e medica».

L’inizio dei lavori è previsto entro la fine dell’anno, di modo che si possano raggiungere 25 milioni di dosi entro dicembre 2022. Intanto, come in molti altri Stati africani, in Senegal (con 45mila casi e 1.187 decessi in totale) è iniziata la terza ondata di coronavirus che in pochi giorni ha portato il Paese a registrare venerdì, invece di alcune decine di casi quotidiani, oltre 450 contagi, con un tasso di positività tra la popolazione del 22 per cento. Nonostante il numero dei decessi legati al virus Covid- 19 sia ancora relativamente basso, le autorità hanno lanciato un appello alla popolazione invitandole a non sottovalutare la crisi.

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE 11 LUGLIO 2021 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Matteo Fraschini Koffi - Giornalista Freelance