Il Ghana vuole banche più agricole

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Lomé (Togo) - Costringere le banche del Ghana a puntare di più sul settore agricolo. È questo l’obiettivo che si sono date le autorità ghanesi per far crescere la produzione di prodotti alimentari

sostenendo maggiormente gli attori in questo campo. Nelle prossime settimane dovrebbe quindi essere presentata una legge secondo cui almeno il 20 per cento del credito totale bancario sarà diretto all’agricoltura. «Il governo sta facendo del suo meglio per aumentare la produzione agricola», ha dichiarato Owusu Afriyie Akoto, ministro ghanese per il cibo e l’agricoltura.

«Da tempo stiamo sovvenzionando i prezzi per i fattori di produzione, ma abbiamo constatato – ha continuato a spiegare Akoto – che le banche non forniscono ancora finanziamenti sufficienti per sostenere questi sforzi». In Ghana, una delle più importanti potenze economiche dell’Africa occidentale insieme alla Nigeria, le banche hanno l’abitudine di dimostrare un certo livello di reticenza nel prestare denaro agli agricoltori. Fino ad oggi i fondi erogati dai vari istituti finanziari locali contro l’impegno di restituzione non superavano il 5% dell’intero portafoglio dei prestiti. «In Africa l’agricoltura rimane globalmente sottofinanziata nonostante la sua importanza socioeconomica – affermano gli esperti –. Sebbene le richieste per rafforzare questo sostegno si siano moltiplicate nell’ultimo decennio, il settore bancario è ancora additato per il lento progresso».

Secondo i recenti dati governativi, l’agricoltura ammonta al 20% del Pil del Ghana, una percentuale consistente che, secondo gli agricoltori, dovrebbe accelerare le agevolazioni rispetto a questo ramo dell’economia del Paese. Tale legge, una volta applicata, consentirà alle varie società private di aumentare gli investimenti per incrementare la produzione di colture e l’allevamento di animali. Un processo di questo tipo avrebbe quindi come principale conseguenza l’abbassamento dei prezzi nel mercato interno. «In India, per esempio, negli ultimi tre decenni c’è stata una regolamentazione che costringeva le banche a dedicare parte dei loro prestiti agli agricoltori – ha insistito il minstro ghanese, noto per i suoi studi in Economia agraria fatti all’università di Cambridge –. Possiamo fare di meglio per la nostra agricoltura se le banche ghanesi svolgeranno il loro ruolo».

Con la crisi ucraina, gran parte degli Stati africani dipendenti dai cereali importati dalla Russia e dall’Ucraina stanno cercando di riformare il proprio settore agricolo. Il presidente della Banca africana per lo sviluppo, Akinwumi Ayodeji Adesina, ha spesso dichiarato che nonostante anche l’Africa subisca le gravi conseguenze della guerra tra Russia e Ucraina, tale crisi può trasformarsi in un’opportunità per il continente. «Abbiamo formulato un piano di 1 miliardo di dollari per raggiungere 20 milioni di agricoltori africani – ha sottolineato Adesina alla stampa –. Le nuove tecnologie produrranno grano e riso per un valore di 30 milioni di tonnellate di cibo che equivale a 12 miliardi di dollari». Il settore agricolo impiega il 55% della forza lavoro ghanese mentre i cereali ammontano al 65% dei raccolti. Inoltre, le autorità vogliono aumentare il numero di studenti in agraria da inviare nei Paesi stranieri come, nel caso più recente, i 200 giovani ghanesi pronti a partire per Israele per partecipare a corsi sulle tecnologie legate alla gestione delle serre. «Siamo molto grati al governo del Ghana attraverso per aver mostrato buone intenzioni e sostegno agli studenti – ha dichiarato Tamir Yaron, Ad di Agrostudies, il centro di apprendimento agrario israeliano –. Questa volontà politica nel settore agricolo è qualcosa che di solito non vediamo espressa da altri governi».

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 29 luglio 2022 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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