Via al nuovo porto di Ndayane, l’opera chiave del trasporto africano

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DAKAR, Senegal - È considerato come il più grande progetto nella storia del Senegal. Dopo quasi vent’anni di tentennamenti, il futuro 'porto multifunzionale di Ndayane'

sarà a breve costruito a circa 80 chilometri a sud della capitale, Dakar. Tale impresa ha l’obiettivo di rivoluzionare il trasporto marittimo del continente nero. «Il nostro Paese beneficerà di una grande opera », ha più volte commentato il presidente senegalese, Macky Sall. «Il nuovo porto di Ndayane avrà il compito di decongestionare il Porto autonomo di Dakar (Pad). Inoltre – ha aggiunto il presidente –, assorbirà gran parte del commercio marittimo in Africa occidentale attirando investimenti a livello internazionale». Secondo i dati più recenti, il futuro porto che comprenderà appunto il comune di Ndayane e Popenguine avrà una dimensione di almeno 600 ettari, quanto il porto di Amsterdam. Alcune indiscrezioni hanno invece affermato che l’intero progetto potrebbe addirittura raggiungere oltre 1,200 ettari. Inoltre verrà scavato nel mare un canale fino a 18-20 metri per renderlo un 'porto ad acque profonde'.

I primi investimenti di quasi 2 miliardi di dollari saranno forniti dalla società portuaria emiratina, Dp World, nota per questo tipo di progetti in varie zone dell’Africa. Più recentemente, invece, la cooperazione finanziaria britannica, Cdc Group, ha annunciato il suo diretto coinvolgimento dopo circa tre anni di dibattito. «Siamo pronti a fornire 320 milioni di dollari di finanziamenti iniziali – ha confermato a ottobre Nick O’Donohoe, a capo del Cdc Group –. Questo porto servirà non solo allo sviluppo del Senegal ma dell’intera regione». Le autorità senegalesi puntano a un’aggiunta di «15 miliardi di dollari del totale volume d’affari locale entro il 2035» e al «supporto per oltre 2,3 milioni di impieghi in Senegal».

Si prevede inoltre che verranno creati più di mille posti di lavoro diretti per la costruzione del nuovo terminal per i container che ammonterà a 837 milioni di dollari. Il partenariato tra la Dp World e il Cdc Group ha destato non pochi punti di domanda. Entrambi gli organismi hanno già strutturato una piattaforma comune per i futuri progetti in Africa di cui il porto di Ndayane fa parte. Tale impresa senegalese nel 2003 era già tra gli obiettivi dell’ex presidente, Abdoulaye Wade, il quale si è comunque adoperato per costruire un nuovo aeroporto internazionale che si trova ora più vicino a Ndayane che a Dakar. Lo stesso vale per la nuova città di Diamnadio di cui sono già stati costruiti diversi edifici grazie al lavoro di numerose società locali e straniere. Il porto di Ndayane, come altri progetti locali ma di portata internazionale, fa parte del Piano per il Senegal emergente (Pse) lanciato nel 2019 dal presidente, Sall. «Vogliamo promuovere la lotta contro le disuguaglianze e le ingiustizie sociali ispirandoci agli ideali repubblicani – recita un comunicato della presidenza –. La politica non ha infatti senso se non si impegna a risolvere le disparità tra i propri cittadini». Anche a causa della grandezza di questo progetto portuario sono comunque molte le critiche soprattutto tra gli ambientalisti. Le autorità sono però decise ad andare avanti e per l’inizio del 2022 è prevista la posa della prima pietra.

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 13 novembre 2021 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tags: avvenire economia

Matteo Fraschini Koffi - Giornalista Freelance