La forza di Sádia e i diritti delle donne: L’Economy of Francesco in Mozambico

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DAKAR, Senegal - Sádia Mendes ha capito da subito l’importanza della natura nella vita dell’essere umano. Nata e cresciuta tra i maestosi altopiani di Nampula, cittadina settentrionale del Mozambico

, i suoi occhi erano abituati a vedere il verde della foresta in ogni direzione e ad apprezzarne la misticità. Il rispetto dell’ambiente che la circondava è stato uno dei primi insegnamenti che le hanno dato i suoi genitori. «Da bambina imparavo e osservavo come le differenze sociali potevano avere un forte impatto sul contesto in cui vivevo – racconta Sadia, 28 anni, oggi residente nella capitale mozambicana, Maputo –. Nell’affrontare le sfide quotidiane determinavamo il modo in cui volevamo essere ricordati dalle persone e dal mondo circostante». Suo padre era medico generalista e sua madre un’assistente sociale. Sádia, la terza di otto fratelli, prova ancora un’immensa gratitudine per tutti gli sforzi che i suoi genitori hanno fatto nel crescere una famiglia povera ma dignitosa che ha investito molto nell’istruzione dei figli. «Ricordo che spesso la sera non mangiavo e per andare a scuola, al posto dello zaino, avevo una busta di plastica – continua lei sorridendo – . Ma grazie ai miei genitori ho sempre cercato di dare tutta me stessa nell’istruzione ». Con questa attitudine all’apprendimento, Sádia si è laureata in economia all’Università Zambeza, nella provincia centrale di Sofala. Purtroppo la giovane studentessa non ha potuto approfondire l’argomento perché in quel periodo aveva bisogno di lavorare e ha scelto un impiego all’Istituto tecnico per la formazione degli operatori sanitari professionali (Itf ). «Intanto osservavo i magri sviluppi dell’economia mozambicana che soffriva ancora dei quindici anni di una guerra civile finita nel 1992 - commenta Sádia con un po’ di amarezza -. Il Mozambico, nonostante le sue ingenti risorse, ha infatti ancora difficoltà a conquistare una vera indipendenza economica». Oltre all’economia, Sádia ha iniziato a nutrire una passione per i diritti delle donne ed è diventata membro del Movimento internazionale delle donne cristiane (Grail). Grazie alla sua tenacia e a causa delle esperienze nella vita di tutti i giorni, la ragazza ha cominciato a credere nella forza del cambiamento che esiste in ogni essere umano ed è stata scelta per far parte dei giovani che vogliono costruire un nuovo futuro più sostenibile rivoluzionando l’economia attuale. «Sebbene il Mozambico abbia ancora un’economia in via di sviluppo – afferma Sádia –, sono convinta che noi giovani possiamo avere un ruolo attivo in questo cambiamento e possiamo davvero attuare qui l’Economia di Francesco (EoF)». Su 31 milioni di mozambicani, oltre la metà vive sotto la soglia di povertà, il Paese è infatti al 181esimo posto dell’indice di sviluppo umano. Una realtà in contrasto con il potenziale naturale e economico del territorio mozambicano. La ricca flora locale offre oltre 6.000 specie di piante, la fauna terrestre dispone di 726 specie di uccelli, mentre nel Paese sono presenti almeno 14 vaste riserve ecologiche, alcune di esse considerate patrimoni naturali a livello internazionale. I mozambicani, però, devono confrontarsi con la mancanza di servizi sociali, un settore sanitario carente, un alto livello di disoccupazione che si aggira intorno al 25 per cento, e un’istruzione che raggiunge solo il 28 per cento delle femmine. Inoltre, dal 2017 infuria un nuovo conflitto nel nord del Mozambico causato dall’ondata jihadista che si è ribellata contro il più grande progetto energetico del continente africano di cui è capofila il gigante petrolifero francese, TotalEnergies. Nonostante tutte le difficoltà, Sádia non perde la speranza. Continua a lavorare per l’Itf, si è sposata, e fa volontariato come insegnante in una scuola pubblica. «Ogni giorno cerco di riunire i tre pilastri: vocazione, ecologia e economia – conclude con sincero entusiasmo –. Sono infatti profondamente ispirata dai giovani imprenditori e agenti di cambiamento che ho incontrato nell’EoF in Mozambico».

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 2 ottobre 2021 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tags: sociale avvenire

Matteo Fraschini Koffi - Giornalista Freelance