Ennesimo raid in Nigeria, svaniti nel nulla 80 studenti

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DAKAR, Senegal - Ancora un rapimento di massa in Nigeria. Oltre 80 civili, in gran parte studenti di una scuola pubblica, sono stati presi da un gruppo armato. Un poliziotto è rimasto ucciso durante l’attacco.

L’esercito nigeriano è riuscito a salvare due insegnanti e cinque alunni. «I nostri militari hanno lanciato un’operazione che è ancora in corso», hanno riferito ieri le forze armate nigeriane.

Individui muniti fucili hanno preso di mira giovedì sera Yauri, una località situata nello Stato federale di Kebbi. Dopo aver attaccato una struttura scolastica e aver ucciso almeno una persona, hanno costretto insegnanti e alunni a seguirli. Una volta lanciato l’allarme dai funzionari dell’amministrazione locale, l’esercito nigeriano ha lanciato l’Operazione Hadarin Daji localizzando almeno una parte degli aggressori e delle vittime del sequestro. «Il Collegio federale governativo di Yauri è stato attaccato da dei criminali – ha confermato il quotidiano locale, Premium Times–. I soldati nigeriani sono già rimasti coinvolti in un pesante scontro a fuoco con i banditi vicino alle località di Riyao e Sombo».

Il gruppo dei rapitori si sarebbe quindi diviso in due parti, la prima incaricata di gestire gli alunni, la seconda impegnato a sorvegliare il bestiame rubato. «L’operazione militare ha impegnato sia le forze terrestri che quelle aeree – hanno raccontato diversi residenti –. Durante la fuga degli alunni una studentessa pare sia morta». Da dicembre dell’anno scorso la Nigeria è teatro di una serie infinita di sequestri di massa. Secondo le agenzie umanitarie sul terreno sono «oltre 750 i civili, soprattutto studenti di varie scuole », presi in ostaggio da numerosi gruppi armati. «I sequestri servono a lucrare sui riscatti per liberare gli alunni – sottolineano gli esperti –, ma spesso gli esecutori dei rapimenti sono legati anche ai gruppi jihadisti come Boko Haram». Lo scorso febbraio quasi 300 alunne sono scomparse da un collegio nel villaggio di Jagebe, in Zamfara, per essere rilasciate dopo due settimane grazie al presunto pagamento di un riscatto. Altri raid sono stati messi a segno a fine maggio e inizio giugno nello Stato federale del Niger.

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 19 giugno 2021 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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