Nigeria, «business sequestri» In ostaggio altre 317 allieve

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DAKAR, Senegal - La macchina dei sequestri di massa nel nord della Nigeria non si ferma. Oltre trecento studentesse sono scomparse l’altra notte nello Stato federale di Zamfara mentre le forze di sicurezza sono già impegnate a ritrovare altre decine di persone

rapite nelle ultime settimane. Un fenomeno che vede come mandanti i jihadisti di Boko Haram ed esecutori le differenti bande criminali locali.

«Sono 317 le adolescenti prese», ha spiegato alla stampa un portavoce della polizia locale. «Un gruppo di banditi armati ha assaltato la Government secondary school di Jangebe. Hanno fatto irruzione all’una di notte – ha continuato il funzionario –, e sono andati via a piedi con le ragazze». Secondo l’organizzazione umanitaria, Save the children, impegnata nel curare i traumi subiti dai minori sequestrati, le alunne rapite sarebbero invece «450». I residenti hanno confermato che i responsabili sono arrivati di notte. Una pratica usata per sfruttare l’effetto sorpresa e rendere le proprie tracce più difficili da individuare. Gli assalitori sono arrivati a bordo di auto 4x4. Dopo aver svuotato i dormitori dove riposavano le studentesse e, sotto la minaccia, delle armi le hanno costrette a dirigersi verso la boscaglia. «Hanno riunito le ragazzine insieme e le hanno fatte marciare verso la foresta – ha raccontato alla stam- pa Musa Mustapha, abitante della città –. Il gruppo armato ha attaccato anche un campo militare vicino alla scuola». C’è molto imbarazzo all’interno degli apparati di sicurezza nigeriani.

«Le nostre forze di polizia hanno lanciato un’operazione di salvataggio assieme all’esercito regolare –ha detto ieri Bello Muhammad Matawalle, governatore dello Stato di Zamfara –. La squadra dei soccorsi è ben armata e sta perlustrando i luoghi dove le alunne sarebbero state condotte». L’area è teatro di frequenti scontri armati tra le varie etnie. Gran parte della popolazione proviene dalla comunità seminomade dei fulani, il cui principale commercio è legato all’allevamento di bestiame. Da tempo, però, i fulani si scontrano con altre comunità stanziali e coltivatrici. Negli ultimi mesi, inoltre, i jihadisti di Boko Haram, il cui raggio di azione si estende soprattutto verso l’est del territorio nigeriano, stanno usando i legami con bande armate dell’Ovest per effettuare i numerosi sequestri di massa. Una tattica che ha spinto il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, a sostituire la leadership dell’esercito un mese fa. E che ieri, dopo le nuove accuse di inefficienza, ha risposto che «non cederà ai ricatti dei banditi che attaccano delle studentesse innocenti con l’obiettivo di farsi pagare enormi riscatti ». I sequestri nelle scuole del nord rappresentano una problematica complessa. La scorsa settimana, cento civili, in gran parte minori, sono stati rapiti nel nord-ovest. I banditi hanno attaccato un collegio a Kagara e rapito 44 persone il 16 febbraio, mentre 5 giorni dopo un bus con 53 passeggeri è stato sequestrato a Kundu e gli occupanti liberati dopo tre giorni.

Lo scorso dicembre, invece, oltre 340 studenti sono stati presi in una scuola maschile nello Stato di Katsina e rilasciati dopo una settimana. Il rapimento, nel 2014, di 276 ragazze di Chibok, nell’est della Nigeria, è stato solo l’inizio di un numero, interminabile, di attacchi.

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 27 dicembre 2021 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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