Matteo Fraschini Koffi - Giornalista Freelance

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Il Richiamo dell'Elefante Nero

Libro201919 giorni sono trascorsi tra la nascita dell’autore in un ospedale pubblico della capitale togolese, Lomé, e l’arrivo alla Poupounniere, un orfanotrofio gestito da alcune suore francescane. Nessuno sa cosa sia successo in quel breve lasso di tempo.

I genitori naturali non hanno lasciato tracce e il personale dell’orfanotrofio non ha annotato alcun appunto. Matteo Fraschini Koffi viene così adottato da una coppia di operatori umanitari italiani quando ha dieci mesi.

Nel crescere a Milano sono molti gli ostacoli da superare perdefinire l'essenza della sua identità. L'inevitabile mentalità occidentale si sviluppa insieme all'istinto e alle fattezze di un africano che, sia in Italia sia in Togo, è riconosciuto come uno straniero.

Da che parte stare allora? Dove è possibile sentirsi a casa?

Questo è il grido che implode nel cuore del giovane, infiammandolo di rabbia e bagnandolo di qualche lacrima. Le incomprensioni con la famiglia e gli scontri con una società in apparenza diversa da lui sono all’ordine del giorno.

Dopo l'incontro con un inviato di guerra in una pizzeria di Milano, Matteo inizia così a viaggiare per il mondo appassionandosi al giornalismo.

A 24 anni decide di tornare in Togo con l’intenzione dicercare le sue radici e trovare risposte a molte sue domande.

Main che modo un ragazzo sradicato dalla propria terra potrà rimettervi radici?

Il percorso di Matteo Koffi ci aiuta a comprendere una realtà che, volenti o nolenti, sta trasformando la società italiana per sempre.

Presentazione IL RICHIAMO DELL'ELEFANTE NERO - 10/12/2019 - FIRENZE

20191210 pres firenze

Matteo Fraschini Koffi

IL RICHIAMO DELL’ELEFANTE NERO

Confessioni di un viaggio alla ricerca della propria identità

Edizioni Libraccio

Modera Silvania Barnini, psicologa esperta in area adozione

 

 

 

 

 

Sono trascorsi 19 giorni tra la nascita dell’autore in un ospedale pubblico della capitale togolese, Lomé,  e l’arrivo alla Poupounniere, un orfanotrofio gestito da alcune suore francescane. Nessuno sa cosa sia successo in quel breve lasso di tempo. I genitori naturali non  hanno lasciato tracce e il personale dell’orfanotrofio non ha annotato alcun appunto. Matteo Fraschini Koffi viene così adottato da una coppia di operatori umanitari italiani quando ha dieci mesi. Nel crescere a Milano sono molti gli ostacoli da superare per definire l’essenza della sua identità. L’inevitabile mentalità occidentale si sviluppa infatti insieme all’istinto e alle fattezze di un africano che, sia in Italia sia in Togo, è riconosciuto come uno straniero. Da che parte stare allora? Dove è possibile sentirsi a casa? Questo è il grido che implode nel cuore del giovane, infiammandolo di rabbia e bagnandolo di qualche lacrima. Le incomprensioni con la famiglia e gli scontri con una società in apparenza diversa da  lui sono all’ordine del giorno. Dopo l’incontro con un inviato di guerra in una pizzeria di Milano, Matteo inizia così a viaggiare per il mondo appassionandosi al giornalismo. A 24 anni decide di tornare in Togo con l’intenzione di cercare le sue radici e trovare alcune risposte a molte sue domande. Ma in che modo una persona sradicata dalla propria terra potrà rimettervi radici? Il percorso di Matteo Koffi ci aiuta a comprendere una realtà che, volenti o nolenti, sta trasformando la società italiana per sempre.

Matteo Fraschini Koffi è nato il 10 luglio del 1981 a Lomé, in Togo, uno dei più piccoli stati dell’Africa Occidentale. Dopo essere stato  adottato, è cresciuto con il sogno  di diventare un reporter di guerra e di inchiesta. Ha viaggiato per vari Paesi tra cui i territori occupati della Palestina, Israele, Romania, Sudafrica, Kosovo, Iraq, e Tajikistan. Come giornalista freelance scrive, fotografa e produce servizi radiotelevisivi. I suoi lavori sono apparsi su differenti media italiani (Avvenire, 7, Espresso, Terra!, ecc) ed esteri (RSI, DPA, AFP, NYTimes, ecc). Nel 2016 ha vinto il Premiolino grazie alle inchieste condotte sul caporalato in Puglia  e di cui ha pubblicato un libro-diario legato alla sua esperienza nel ghetto di Rignano intitolato “Campi d’oro rosso” (edito da GSA). Vive dal 2005 in Africa dove al momento risiede con la compagna e i loro due figli.

MFK Matteo Fraschini Koffi

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