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Disaccordo sulla Grande diga del rinascimento etiope

DAKAR, Senegal - Continua a montare la tensione tra Etiopia e Egitto a causa della grande diga del rinascimento etiope. L’Etiopia sta andando avanti con i lavori sebbene dopo i vari negoziati tra i due Paesi e il Sudan non si sia ancora trovato un accordo. Intanto la comunita’ internazionale sta dimostrando una certa preoccupazione legata al fatto che tale diga, una delle opere piu’ grandi nella storia del continente africano, possa essere l’oggeto di un eventuale conflitto armato nella regione. Ne parliamo con il nostro collaboratore dall’Africa, Matteo Fraschini Koffi.

RSI: In che cosa consiste il contenzioso sempre piu’ aspro tra Etiopia e Egitto rispetto alla Grande diga del rinascimento etiope?

MFK: Ieri l’Etiopia ha ufficialmente dichiarato di aver cominciato a riempire la diga da alcuni giorni. Ci vorranno circa 7 anni per riempirla tutta, per questo le autorita’ locali vogliono sfruttare l’attuale stagione delle piogge per iniziare il percorso che trasformera’ l’Etiopia in una delle piu’ grandi fonti di energia elettrica in tutta l’Africa. Il problema, pero’, e’ che piu’ in basso, seguendo il corso del Nilo, passando attraverso il Sudan e arrivando fino in Egitto, ci si trova davanti a gran parte della popolazione egiziana, la cui vita dipende interamente dal fiume. In Egitto si ha paura che la diga possa infatti impededire alle acque del Nilo di raggiungere in quantita’ sufficiente le proprie rive. La diga e’ come una sorta di grande rubinetto su cui, pero’, l’Etiopia ha il controllo rispetto al regolamento del flusso dell’acqua. La costruzione e’ iniziata nel 2011 e da allora Etiopia, Egitto e anche Sudan non sono riusciti ad accordarsi su come gestire tale risorsa.

RSI: Quindi si tratta di anni di negoziati che per il momento non hanno ancora prodotto dei risultati concreti o tantomeno positivi?

MFK: Purtroppo no. Dopo due settimane, e’ appena fallita l’ultima serie di colloqui che questa volta erano promossi in particolare dall’Unione africana, mentre in passato erano stati coinvolti gli Stati Uniti e la Banca Mondiale. Egitto e Sudan sembra abbiano trovato gia’ un accordo su come condividere le acque, ma l’Etiopia si sta isolando. L’Egitto ha detto che la diga sta minacciando l’esistenza di decine di milioni dei suoi cittadini visto che il livello del fiume si e’ gia’ abbassato negli ultimi giorni. Eppure il governo Etiope afferma che la continua costruzione della diga e il suo riempimento non havranno effetti negativi sulla quantita’ d’acqua che arrivera’ in Sudan e in Egitto. Ci saranno di sicuro altri colloqui, ma la comunita’ internazionale sembra sempre piu’ preoccupata che tale disaccordo, soprattutto quello tra Egitto e Etiopia, possa far scoppiare un vero e proprio conflitto tra i due paesi.

Matteo Fraschini Koffi per RSI - 16 luglio 2020

LINK: https://www.rsi.ch/play/radio/programma/radiogiornale?id=2100980&station=rete-uno

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