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Il Burundi tira diritto: voto senza osservatori

Written by Matteo Fraschini Koffi on .

DAKAR, Senegal - Il rischio dello scoppio di nuove violenze è alto. Oltre 5 milioni di elettori burundesi hanno infatti votato ieri per un nuovo presidente, per l’Assemblea nazionale e per vari Comuni. Il presidente uscente, Pierre Nkurunziza, ha però bloccato Internet e ignorato le norme per prevenire un aumento di contagi del virus Covid–19

dopo aver espulso gli esperti dell’Oms che si occupavano, tra l’altro, di monitorare l’epidemia nel Paese. I contagi ufficiali sono appena 42, con una vittima, ma il numero dei test condotto finora è stato esiguo e da più parti sono arrivate accuse di poca trasparenza nei confronti delle autorità. Lo scontro dietro le quinte con gli esperti dell’Oms è stato acceso: gli esperti sconsigliavano assembramenti, che il partito al potere non aveva intenzione di vietare, e maggiore attenzione sui test.

 

«Ci auguriamo di eleggere nuove istituzioni in grado di lavorare per il popolo e non per il proprio partito – ha commentato ieri alla stampa Chartier Niyungeko, un analista politico burundese –. Queste elezioni non devono portare la popolazione verso le violenze re- gistrate nel 2015». Sebbene il candidato favorito alla presidenza rimanga Evariste Ndayishimiye,

a capo del partito al potere, grandi folle hanno manifestato per sostenere Agathon Rwasa, leader del partito d’opposizione, Consiglio per la libertà nazionale (Cnl).

Nonostante i pronostici prevedano la vittoria di Ndayishimiye, gran parte della popolazione esige il cambiamento. Nel piccolo Paese dell’Africa orientale ci sono ancora forti divisioni. Entrambi i principali candidati, appartenenti all’etnia maggioritaria degli hutu e non a quella minoritaria dei tutsi, provengono da anni di guerriglia. Inoltre, rimangono profonde le ferite della guerra civile durata dal 1993 al 2005. Il conseguente accordo di pace prevedeva un massimo di due mandati di cinque anni, violati da Nkurunziza quando decise di continuare con un terzo mandato nel 2015, provocando lo scoppio delle violenze. «Nkurunziza ha proibito la partecipazione degli osservatori elettorali delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana– sottolinea la stampa locale – . Solo gli osservatori dell’Africa orientale sono nel Paese con l’impossibilità di muoversi a causa della quarantena legata alla pandemia di coronavirus».

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 21 maggio 2020 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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