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In Africa crescita esponenziale: duemila nuovi casi in 24 ore Egitto e Algeria i più colpiti

DAKAR, Senegal - È aumentato in maniera esponenziale il numero di contagi in gran parte del Continente africano durante le ultime 24 ore. Secondo le statistiche più aggiornate, è il Nord Africa ad aver registrato le cifre più preoccupanti della pandemia da coronavirus, mentre i numeri del contagio, per quanto riguarda l’Africa subsahariana , stanno aumentando in maniera relativamente lenta e stabile. Una tendenza, quest’ultima, riscontrabile per lo meno nelle regioni dove si svolge la maggiore quantità di test sulla popolazione.

«La lotta contro il Covid-19, quindi, continua senza tregua. L’Africa ha registrato più di 2mila casi di coronavirus tra domenica e lunedì con un aumento dei casi gravi», ha riferito ieri in un comunicato il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) dell’Unione Africana (Ua). «Sono 44.483 in totale le persone contagiate sul Continente e 1.801 i decessi causati dal virus. Per ora – continua la nota del Cdc africano –, il Lesotho resta l’unico dei 54 Stati africani dove non sono stati segnalati casi positivi. Sale, però, anche il numero di guariti che al momento sono quasi 15mila». Come all’inizio della pandemia da coronavirus, che ha raggiunto il Continente nero verso metà febbraio, le situazioni più gravi si riscontrano ancora nei cinque Paesi del Nord Africa, con circa 17mila casi confermati. Tra questi c’è l’Egitto con circa 6.500 contagiati e 429 morti, e l’Algeria con 4.500 casi e oltre 460 decessi. Per quanto riguarda l’Africa subsahariana, invece, c’è stata una recente impennata di persone che hanno contratto il Covid-19 in particolare in Sudafrica. «Abbiamo registrato dal fine settimana 6.783 contagi – ha confermato ieri il ministero della Salute sudafricano –. Mentre i morti rimangono 131».

In Sudafrica, come in vari altri altri Stati africani, è iniziata una sorta di “fase 2” che ha visto la riapertura di diverse imprese e il graduale alleggerirsi delle condizioni di isolamento in diverse metropoli tra cui Lagos e Abuja, in Nigeria (2.500 casi di coronavirus registrati e 87 decessi).

«Nonstante alcune restrizioni restino comunque in vigore, in particolare a Lagos, la città più popolosa del nostro Continente – ha annunciato ieri il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari –, ci

sarà una lenta riapertura delle attività sparse in varie parti del territorio». Il “lockdown” per i quasi 200 milioni di nigeriani sta infatti causando un aumento dei costi economici difficile da gestire per gran parte della popolazione. In Africa occidentale, intanto, sono quasi 12mila i contagi. «Si tratta di cifre molto parziali rispetto alla realtà africana – affermano gli esperti –. L’ultimo aumento di contagiati da coronavirus è legato soprattutto a un aumento di persone testate dalle autorità locali ». In Paesi come il Senegal (circa 1.250 casi registrati e 10 morti), tra le nazioni più avanzate in Africa occidentale, i test sono passati da una frequenza di circa 200 al giorno a oltre 1.100. In Africa orientale, invece, le organizzazioni umanitarie hanno lanciato l’allarme riguardo al possibile ritorno degli sciami di locuste del deserto che aggraverebbero radicalmente gli effetti dell’emergenza da Covid– 19. «In Etiopia, Somalia e Kenya 5,2 milioni di bambini sotto i cinque anni stanno già soffrendo la malnutrizione», afferma Save the children, mentre i Villaggi Sos avvertono che «le fonti di acqua pulita e i servizi igienico-sanitari sono spesso dei miraggi».

La battaglia contro la pandemia da coronavirus in Africa sembra comunque lasciare la speranza che il Continente non raggiungerà i livelli di contagio già registrati in Cina e Occidente. «Dobbiamo combattere il virus in modo rapido ed efficiente – ha dichiarato il direttore del Cdc africano, John Nkengasong –. Dobbiamo vincere perché ogni anno stiamo già perdendo un milione di persone per malaria e tubercolosi».

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 5 maggio 2020
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