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Superate le mille vittime africane Casi cresciuti del 51% in 7 giorni

DAKAR, Senegal - La pandemia da coronavirus ha subito un’accelerazione in Africa negli ultimi giorni. Sono «oltre 20mila i contagi e più di mille i morti» registrati in gran parte nel Nordafrica, dove le autorità hanno rafforzato le misure di isolamento e prolungato i coprifuoco. La situazione nell’intero continente sembra infatti aggravarsi rapidamente. «L’Africa potrebbe diventare il prossimo epicentro della pandemia», ha riferito ieri Matshidiso Moeti, direttrice per l’Africa dell’Organizzazione mondiale della sanità. In una settimana i casi sono aumentati del 51% e i decessi del 60%.

«Il virus sembra abbia iniziato a diffondersi lontano dalle capitali africane. Sebbene siano tassi molto più bassi di quelli in Europa e Stati Uniti – continua Moeti –, i nostri sforzi, a causa dei fragili sistemi sanitari africani, si stanno concentrando sulla prevenzione invece della cura». Secondo i dati del Centro africano di controllo delle malattie (Cdc–Africa), sono ora «19.895 i casi in 52 Paesi dell’Unione Africana e 1.016 decessi». Ma stanno aumentando anche le persone guarite, «oltre 4.600». L’Egitto, con 2.844 casi e 205 morti, è lo Stato con il maggior numero di contagi, se- guito dal Sudafrica dove le autorità sanitarie locali hanno registrato 2.783 casi e 50 morti. Nel Continente è però l’Algeria ad avere il maggior numero di decessi (364), davanti a Egitto, Marocco (135) e Sudafrica. «In Africa rischiano di morire tra le 300mila e i 3,3 milioni di persone a causa del Covid–19 – ha stimato la Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Africa –. Una stima che si potrebbe facilmente avverare se non verranno adottati strumenti utili a mettere fine alla diffusione». Se la situazione dovesse degenerare ai livelli europei, gli

ospedali non avrebbero comunque abbastanza letti per la terapia intensiva o ventilatori per i propri pazienti. Inoltre, con la propagazione del virus nelle periferie delle metropoli e nelle aree rurali, verrebbero a galla gravi problematiche rispetto alla possibilità di testare i possibili casi di contagio. Per questo i vari istituti sanitari africani e internazionali stanno procedendo a ritmi serrati con la produzione di kit per i test rapidi da distribuire alla popolazione. Ma tali condizioni stanno già avendo un impatto negativo sull’economia dei Paesi africani. I livelli di disoccupazione stanno aumentando vertiginosamente.

«L’Africa ha bisogno di 44 miliardi di dollari per combattere la pandemia – stimano la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale –. Per questo stiamo alleggerendo i debiti di diversi Stati africani».

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 19 aprile 2020 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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