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L’Onu: l’Africa ora rischia anche la penuria di cibo

DAKAR, Senegal - Il prolungamento della crisi provocata dal coronavirus sta mettendo a dura prova la capacità di molti governi nel mondo di nutrire la propria popolazione. Secondo l’Onu, le situazioni più gravi si registreranno però in Africa. «Per molti Paesi poveri, le conseguenze economiche della pandemia saranno più devastanti della malattia stessa – ha dichiarato ieri un portavoce del Programma alimentare mondiale (Pam) –: il Covid-19 sta minacciando le scorte alimentari destinate a centinaia di milioni di persone, soprattutto in Africa, a causa del blocco dei commerci internazionali».

Il continente africano ha importato oltre 40 milioni di tonnellate di cereali nel 2018. In Somalia e Sud Sudan, dove milioni di civili continuano ad aver bisogno di aiuti dall’estero, il rischio di una mancanza di cibo è molto alto. «Se i mercati mondiali di cereali sono ben forniti e i prezzi sono generalmente bassi

– afferma invece un rapporto dello stesso programma delle Nazioni Unite sul cibo –, le misure di contenimento messe in atto per combattere il Covid-19 iniziano a creare problemi nel trasferimento del prodotto dal fornitore al consumatore».

Diversi Paesi come Kenya, Nigeria, Sudafrica e Uganda sono già stati teatro di violenti manifestazioni contro il coprifuoco, la chiusura delle frontiere o la sospensione di attività commerciali. Ma la pandemia avanza senza tregua. Il Malawi è l’ultimo Stato africano ad aver registrato i primi tre casi, mentre l’esercito francese ha ammesso che quattro dei propri soldati impegnati a combattere i jihadisti nel Sahel hanno contratto il virus. ( M.F.K.)

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MFK Matteo Fraschini Koffi

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