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«Solo uno stratagemma per non pensare a vere riforme»

AFRICA OCCIDENTALE - Quando il presidente francese Macron, ha annunciato insieme alla controparte ivoriana, Alassane Ouattara, la fine del franco Cfa e l’inizio della moneta unica Eco, nessuno in Africa ha creduto a un vero cambiamento. Alla conquista di una reale indipendenza economica. Gran parte degli africani, avversa alla moneta coloniale francese, ha infatti dimostrato uno scetticismo radicale: «A corto termine niente cambierà a parte il nome», spiega Kako Nubukpo, economista togolese. «In questa fase transitoria era doveroso non spaventare troppo gli investitori, i consumatori e gli imprenditori con un cambio reale. Ma a lungo termine – continua Nubukpo – l’Eco dovrà dimostrare di essere davvero al servizio della crescita economica africana». Gran parte dei cittadini che, negli otto Paesi dell’Unione economica e monetaria in Africa occidentale (Uemoa), potrà sostituire a luglio i propri franchi Cfa con l’Eco giudica questa notizia come «l’ennesima truffa» dell’ex potenza coloniale e dei propri governanti. «La nuova moneta non cambierà il sistema fino a quando non la adotterà anche la Nigeria», sostengono diversi esperti africani, riferendosi alla più grande economia del continente nero. Ma anche il Ghana dovrà far parte di tale iniziativa per rendere la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) una vera potenza a livello internazionale. «L’Eco è uno stratagemma per

non effettuare vere riforme – protesta Ndongo Samba Sylla, analista senegalese presso la fondazione Rosa Luxemburg Stiftung in Africa occidentale – . Il cordone ombelicale con il ministero del tesoro francese non verrà reciso». I governanti africani di oggi appartengono a una generazione in parte assuefatta alle dinamiche che caratterizzano la controversa relazione tra la Francia e le sue ex colonie africane. «Un vero cambiamento dovrebbe essere accompagnato da una forte opposizione al franco Cfa espressa dai nostri dirigenti – sottolinea Gilles Yabi, analista del Benin –. Ma i capi degli Stati Uemoa non credo vogliano esprimere tale opposizione». Molti africani pensano che sia più prudente procedere per gradi, evitando di instaurare subito un sistema agli antipodi del franco Cfa. Nonostante tutte le critiche mosse contro l’Eco, infatti, c’è chi crede che poco a poco anche l’Africa sceglierà una vera unione monetaria sganciata dai vincoli coloniali. «L’Eco non rappresenta la fine del franco Cfa – commenta Daniel Ouedraogo, economista burkinabé –. Ma credo sia l’inizio della fine».

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 24 dicembre 2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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MFK Matteo Fraschini Koffi

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