avvenire, cronaca

Il Niger fa i conti con l’attacco più sanguinoso

Written by Matteo Fraschini Koffi on .

NIGER - Il giorno dopo, il Niger fa i conti con le conseguenze di un attentato terroristico senza precedenti. Decine di jihadisti hanno preso di mira la base militare di Inates, una località della regione occidentale di Tillaberi, a cinque chilometri dal confine con il Mali. Il bilancio dei morti continua a salire. «Sono almeno 73 i soldati morti – hanno confermato ieri fonti dell’intelligence nigerina –. Altri 12 sono rimasti feriti mentre sono decine i dispersi». L’attacco è stato compiuto martedì da un gruppo di uomini armati a bordo di motociclette e 4x4. I jihadisti hanno inizialmente distrutto il centro di comunicazione della base che ha ritardato la notizia dell’assalto e l’arrivo dei soccorsi. «Gli scontri sono durati tre ore – ha riferito ieri il ministero della Difesa del Niger –. Un numero sostanzioso di jihadisti è stato neutralizzato». L’attentato è stato rivendicato dall’Iswap (lo Stato islamico nella provincia dell’Africa dell’Ovest). Lo stesso campo militare era stato attaccato lo

scorso luglio da jihadisti del Daesh. A circa 50 chilometri da Inates, invece, due anni fa furono uccisi quattro soldati statunitensi e cinque nigerini. Da quando il vicino Mali è precipitato in un vortice di violenze nel 2012, diversi gruppi islamici hanno esteso il loro raggio d’azione nel Sahel, colpendo anche Niger e Burkina Faso. E la Francia, ex potenza coloniale di tutti e tre i Paesi, sta in questi giorni rivalutando la sua presenza militare nella regione, specialmente dopo la morte di 13 suoi soldati avvenuta in Mali il mese scorso. Un incontro che si doveva tenere questa settimana tra il presidente francese, Emmanuel Macron, e i capi di governo della forza interregionale G5Sahel, è stato invece posticipato all’anno prossimo. In Niger sono presenti nove basi militari straniere e un centinaio di militari italiani con compiti logistici.

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 13 dicembre 2019

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