Matteo Fraschini Koffi - Giornalista Freelance

avvenire, economia

«Il Continente pronto alla rivoluzione verde»

AFRICA - «L’Africa è pronta a fare business ». È questo il motto di Akinwumi Adesina, 60 anni, nigeriano, ed eccentrico presidente della Banca africana dello sviluppo (Bad). Da quando ha iniziato il suo mandato nel 2015, Adesina, dotato di un gran sorriso e con al collo i suoi immancabili papillon sgargianti , si è fatto tanti nemici quanti amici. «La Bad non è una casa di riposo dove poter rimanere per 30 anni – ripete da sempre il presidente dell’istituzione finanziaria africana –. Dobbiamo continuare con le riforme grazie a dei contratti di massimo tre anni che si basano sui risultati ottenuti ». Il suo ruolo di riformatore è osannato dai leader africani progressisti e detestato da quelli che preferiscono lo status quo del continente. Negli ultimi dieci anni, per esempio, la banca ha prestato oltre 1,5 miliardi di euro alla ditta sudafricana Eskom e più di 50 milioni al Senegal per i loro stabilimenti di carbone. A novembre, però, Adesina ha confermato che la Bad smetterà di investire nel carbone sostituendolo con progetti per le energie rinnovabili. Adesina è inoltre uno dei maggiori promotori della 'rivoluzione verde africana'. Ad ogni conferenza in giro per il mondo non perde mai l’occasione per insistere su quanto il continente nero debba migliorare in termini di produzione e commercio lo sfruttamento delle sue ricchezze nel settore dell’agricoltura. «L’autosufficienza agricola è cruciale», ha commentato Adesina all’ultimo Forum degli investimenti in Africa organizzato a Sandton, un quartiere della città sudafricana, Johannesburg. «Dobbiamo eliminare la spesa annuale di 35 miliardi di dollari utilizzata per importare i prodotti alimentari che ci mancano. Questa ingente somma di denaro - ha continuato - potrà essere utilizzata per rafforzare il quadro macroeconomico, stabilizzare la fiscalità, e creare l’occupazione necessaria per milioni di giovani africani».

Un altro obiettivo che Adesina vuole raggiungere è elettrificare l’intero continente. Nel 2016, oltre 600 milioni di africani nelle zone rurali non avevano l’elettricità. Per questo la Bad ha investito centinaia di milioni di euro in progetti che, nel 2018, hanno facilitato l’accesso all’elettricità per 4,4 milioni di persone. Uno dei settori necessari allo sviluppo del continente è la tecnologia. Da subito Adesina ha dirottato gran parte dei finanziamenti verso tale settore: «Oggi viviamo in un mondo dove la teconologia deve essere il veicolo per qualsiasi

progetto – ha detto il presidente della Bad –. Dobbiamo fornire ai giovani le competenze tecnologiche da utilizzare nell’ambito agricolo, delle infrastrutture, della salute e dell’istruzione». Nel 2010, all’inizio del suo mandato come ministro dell’agricoltura in Nigeria, Adesina fu nominato dal’Onu come uno dei 17 leader nel raggiungimento dei Millenium development goals, i quali mirano sostanzialmente alla fine della povertà nel mondo. Nella sua carriera, dopo aver studiato in Nigeria e negli Usa, Adesina ha avuto molti altri riconoscimenti tra cui, nel 2017, il World food prize, una sorta di Nobel per l’agricoltura. I 250mila dollari del premio ha deciso di donarli a progetti per giovani africani che lavorano nel settore agricolo. Il presidente della Bad terminerà il suo mandato nel 2020. La sua eredità l’ha già definita con una frase: «La percezione dei rischi nell’investire in Africa viene troppo spesso esagerata. Ma se voi investitori potete sognare, noi possiamo realizzare».

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 28 novembre 2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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