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Nel Sahel i jihadisti alzano la testa: attacchi ai militari

SAHEL - Continuano le violenze nel centro del Sahel, preso di mira quotidianamente da numerosi gruppi jihadisti responsabili di attacchi armati, sequestri di persona e traffici di ogni genere. In un recente scontro a fuoco al confine tra Mali e Niger sono morte decine di militari e militanti islamisti.

«Siamo stati attaccati nella regione di Gao, nel nord-est del Paese – ha confermato ieri l’esercito maliano –. Almeno 29 dei nostri soldati sono rimasti uccisi e abbiamo colpito 17 terroristi ». Circa cento jihadisti so- spetti sono, inoltre, stati arrestati e portati nella cittadina di Tiloa, in Niger. I combattimenti sono avvenuti lunedì, ma solo ieri sono iniziate a trapelare le prime notizie.

L’esercito del Burkina Faso ha, invece, lanciato un’operazione militare nel fine settimana contro gruppi jihadisti in due aree settentrionali del Paese. Oltre trenta guerriglieri sono morti mentre numerose donne sequestrate sono state liberate. «La prima offensiva è avvenuta nella foresta di Yorsala – hanno affermato le autorità locali –. I nostri soldati hanno ucciso 24 uomini armati dopo

molte ore di intenso conflitto e hanno salvato diverse schiave del sesso tenute in ostaggio». Tra le vittime c’è anche un militare. Altri otto ribelli islamici sono stati uccisi nell’area di Bourzanga dove l’esercito burkinabé ha confiscato una grande quantità di armi e munizioni. «Nella regione che accomuna Mali, Niger e Burkina Faso sono morte oltre 1.600 persone da questo gennaio – affermano gli esperti –. Migliaia di scuole sono chiuse e milioni di civili hanno dovuto lasciare le proprie case». Nonostante la Francia stia appoggiando gli eserciti locali e si sia fatta garante del sostegno finanziario e logistico di tali forze armate, i risultati sono ancora assai scarsi. Le popolazioni cercano di sostenere moralmente i loro soldati al fronte, ma sono sempre più forti le voci di protesta contro le autorità locali che, da alcuni anni, hanno perso il controllo dell’intera regione. Numerosi gruppi armati jihadisti stanno dimostrando di poter colpire in qualsiasi momento e parte del territorio.

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 20 novembre 2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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