Matteo Fraschini Koffi - Giornalista Freelance

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La Russia raddoppia E offre armi all’Africa

LOME', Togo - «Le relazioni tra Russia e Africa sono in via di miglioramento. Vogliamo raddoppiare il volume del nostro commercio con il continente africano da 20 a 40 miliardi di dollari durante i prossimi cinque anni. Sappiamo di poter aiutare in diversi settori». Il presidente russo, Vladimir Putin, ha pronunciato ieri tali parole nel suo discorso davanti a decine di capi di Stato e rappresentanti africani durante il primo summit «Russia-Africa» in corso a Sochi sulle rive del Mar Nero.

Mosca ha intenzione di espandere la sua influenza sul continente nero. In maniera simile alla Cina, Putin ha dichiarato di voler avviare «vari scambi commerciali senza però interferire con la politica dei governi locali». Nei due giorni di incontri, a cui stanno partecipando circa 3mila delegati russi e africani, sono stati discussi soprattutto accordi legati al settore militare e della sicurezza. La Russia non nasconde infatti il suo desiderio di voler trovare un altro mercato florido per la propria industria di armamenti.

«Mosca vuole ricostituire i legami che aveva con il continente africano durante l’epoca sovietica – affermano gli esperti –. Le armi e il sostegno militare hanno sempre rappresentato uno dei fattori più importanti della relazione tra la Russia e l’Africa». Dal 2014, sono stati firmati accordi di cooperazione militare con 19 Stati africani. Mentre negli ultimi due anni, i russi hanno venduto carro armati, elicotteri da combattimento, e aerei caccia ad Angola, Sudan, Mali, Burkina Faso e Guinea Equatoriale. I russi hanno inoltre firmato importanti accordi legati alla difesa anche con Sudafrica, Nigeria e Centrafrica. «Siamo in grado di collaborare però anche in altri ambiti con le nostre controparti africane – hanno voluto precisare fonti diplomatiche russe –. Possiamo offrire assistenza anche nella salute, nell’istruzione e nel settore umanitario». L’espandersi dell’influenza russa sta da tempo preoccupando gli Stati Uniti e l’Europa. Entrambi sono stati accusati da Putin di utilizzare «minacce, intimidazioni e ricatti» per sfruttare le risorse del continente africano.

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 24 ottobre 2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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