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Ghana con greggio e oro nella top mondiale della crescita, ora deve diversificare

Written by Matteo Fraschini Koffi on .

Lomé (Togo) - Il futuro prossimo per il Ghana sembra promettente. Secondo i dati del Fondo monetario internazionale, il Paese potrebbe avere la crescita economica più veloce a livello internazionale nel 2019. Il Pil ghanese dovrebbe infatti raggiungere l’8,8% entro la fine dell’anno. Uno straordinario risultato rispetto a gran parte degli Stati emergenti, non solo in Africa. Il Ghana ha una fama decennale di grande produttore di oro e cacao. Negli ultimi anni, però, tale crescita è stata la diretta conseguenza della scoperta di enormi giacimenti di petrolio e gas nelle sue acque.

Il Paese sta però già cercando vie alternative al settore petrolifero per diversificare l’economia e renderla più solida. «L’aumento della produzione e dei prezzi legati al greggio ha messo il Ghana in testa alle classifiche della crescita del Pil nel mondo», afferma Charlotte Edmond, analista britannica. «Il Paese ha sorpassato del doppio il trend delle economie emergenti e si è posizionato molto avanti rispetto alla crescita economica internazionale. Sebbene la sua ricchezza sia collegata ai mercati petroliferi – continua Edmond – il Ghana ha un’economia che dipende al 49% dal mercato aurifero e al 10% da quello del cacao». Secondo il Fmi, i recenti sviluppi economici del Paese dipendono anche da: «Una democrazia stabile, diverse iniziative del governo verso la formalizzazione dell’economia, e l’introduzione di una struttura tassativa maggiormente favorevole». Come molti Stati dell’Africa subsahariana, anche il

Ghana è caratterizzato da una notevole influenza dettata dalla cosiddetta 'economia d’ombra'. Gran parte degli impieghi sono infatti svolti grazie al settore informale. «I dati della Banca mondiale attestano che il Ghana è al posto 108 su 190 economie per la facilità nel lanciare un’impresa – spiega l’Oxford business group –. Oltre a povertà, educazione e burocrazia, tale risultato è strettamente legato all’ampiezza del settore informale nel Paese». Il presidente ghanese, Nana Akufo-Addo, ha promesso progressi in questo senso. Lo stesso per quanto riguarda l’imposizione fiscale. «Il governo ridurrà le tasse soprattutto nei settori dell’industria tessile, dei veicoli totalmente elettrici, e delle piccole imprese d’estrazione mineraria», riferiva un comunicato delle autorità per spiegare le nuove linee di budget e di politiche economiche in Ghana.

Ma il Paese punta anche al risparmio. Il ministro ghanese delle finanze, Ken Ofori-Atta, vuole un cambiamento radicale. «I nostri risparmi interni devono passare dal 10 al 26% del nostro Pil – ha affermato alla stampa Ofori-Atta –. Per questo la Banca centrale del Ghana ha iniziato una pulizia del settore bancario rendendo le istituzioni finanziarie più solide ». La capitale commerciale, Accra, ospita inoltre gran parte delle industrie manifatturiere che la popolazione e le autorità vorrebbero rafforzare. Le più importanti sono legate alla trasformazione di cibo, bevande, plastica, e alluminio, oltre all’assemblaggio di veicoli. Nonostante tutti i buoni propositi, il Paese ha altre statistiche molto meno promettenti. «Il Pil pro capite ghanese è circa la metà rispetto a quello relativo ad altre economie emergenti – sostiene sempre il Fmi – . I livelli di disoccupazione sono inoltre leggermente sopra il trend dei Paesi in Africa subsahariana».

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 2 giugno 2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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