Uganda: Dopo 30 anni è ancora Museveni

per Avvenire

NAIROBI, Kenya - «Soluzioni africane per problemi africani ».

È questo il famoso motto di Yoweri Museveni, presidente dell’Uganda dal 1986, e pronto a ripresentarsi alle elezioni di oggi per aggiudicarsi con tutta probabilità un altro mandato: il quinto. A 72 anni, Museveni non ha infatti alcuna intenzione di mollare il timone. «È riuscito a riportare stabilità economica e politica dopo i periodi bui degli anni settanta e ottanta – affermano gli analisti ugandesi –, ma attualmente i suoi problemi maggiori sono: disoccupazione, settore sanitario e corruzione». Grazie lui, la cosiddetta «perla d’Africa», è da anni pacifica, nonostante un numero limitato di attacchi provocati dagli jihadisti. La decennale ribellione del famigerato Esercito di resistenza del Signore (Lra), non è stata sconfitta, ma respinta oltre confine in Sud Sudan, Centrafrica e Repubblica democratica del Congo. Le forze ugandesi, insieme a quelle americane, continuano comunque a dare la caccia al leader dell’Lra, Joseph Kony. La sua politica estera è comunque considerata «controversa». Nonostante il ruolo di grande mediatore, Museveni è accusato di sfruttare i conflitti dei Paesi limitrofi per appropriarsi delle ricchezze. L’Onu ha denunciato più volte il suo coinvolgimento nei traffici della regione dei Grandi Laghi legati alle miniere e al finanziamento di diversi gruppi ribelli. In Sud Sudan, invece, è tra i protagonisti della lotta per gli enormi interessi petroliferi. Anche gli Stati Uniti si dimostrano ambivalenti riguardo al padre-padrone ugandese. Da una parte «condannano» la sua scelta di ricandidarsi alle presidenziali, dall’altra gli riconoscono il ruolo di «alleato nella lotta contro il terrorismo» islamico in Somalia e di fondamentale negoziatore della crisi nel vicino Burundi. «Vogliamo cambiamento e progresso – protesta una gran parte della popolazione più giovane, sostenitrice del principale candidato dell’opposizione, Kizza Besigye –. Siamo cresciuti conoscendo solo un presidente e le sue promesse non sono state mantenute». Secondo le ultime statistiche governative, circa due terzi degli studenti che escono dall’università non trovano lavoro. «È normale che non si trovi facilmente lavoro – afferma invece un sostenitore del Movimento nazionale di resistenza (Mnr), il partito di Museveni –, però abbiamo stabilità e pace».

 

 

 

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Matteo Fraschini Koffi - Giornalista Freelance