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Matteo Fraschini Koffi - Giornalista Freelance

avvenire, cronaca, attualità

«Silvia è viva», taglia sui rapitori

BISSAU, Guinea Bissau - La polizia keniana sembra sulla pista giusta. Insieme alle indagini portate avanti senza sosta per ritrovare la volontaria Silvia Romano, sono state rese pubbliche le identità di tre individui collegati al sequestro. Quasi diecimila dollari verranno inoltre consegnati a chi saprà fornire informazioni utili su di loro.

«Siamo alla ricerca di Ibrahim Adan Omar, Yusuf Kuno Adan e Said Adan Abdi», hanno riferito le autorità in un comunicato. «Chiediamo ai cittadini di avvisare subito la polizia in caso abbiano dettagli legati ai tre sconosciuti. Parleremo inoltre con due persone a cui sono state vendute le motociclette dei rapitori – continuava la nota –, Moses Suleiman Mbogo e Joseph Bakuna Kazungu sono quindi pregati di recarsi alla stazione di polizia più vicina».

Le autorità hanno interrogato anche Malik Gacambi, residente di Chakama, il villaggio nella contea di Kilifi dove è avvenuto il sequestro. Gacambi ha affittato una camera a un uomo chiamato Said Abdi Adan. Quest’ultimo è stato raggiunto in seguito da due degli attuali ricercati. «Ho preso i dettagli solo del primo affittuario senza fare la stessa cosa con gli altri individui – ha dichiarato Gacambi agli agenti della sicurezza incaricati delle indagini –. Gli ho dato dei materassi e li osservavo mentre masticavano il khat (un’erba stupefacente, ndr.) per gran parte della notte e dormivano durante il giorno».

Tutti e tre sono scomparsi poco prima del rapimento senza lasciarsi dietro niente. Hanno deciso di partire durante la notte, il che gli ha dato diverse ore di vantaggio sulle autorità. Secondo le dichiarazioni di ieri, Silvia è e in mano a tre degli otto rapitori originali. «Mentre abbiamo perso le tracce di cinque sequestratori – ha confermato ai media Noah Mwivanda, comandante di polizia per la regione costiera del Kenya –, di Silvia invece abbiamo la localizzazione e le impronte ».

Le autorità si sono mosse velocemente. Oltre ai mezzi comuni per le ricerche, come veicoli e elicotteri, la polizia sta utilizzando anche i droni, uno dei modi più rapidi per localizzare dall’alto i movimenti di un gruppo di persone. Le operazioni di salvataggio sono inoltre portate avanti da diverse agenzie allo stesso tempo. Tra di esse ci sono i soldati delle Kenya defence forces (Kdf), gli agenti della polizia amministrativa, le guardie forestali del Kenyan wildlife service (Kws), e le Forze paramilitari della General service unit (Gsu). Ieri sono atterrati nella capitale Nairobi anche i nostri Ros.

Le ricerche hanno portato alla detenzione di almeno 20 individui. «Non si tratta di arresti formali ancora – ha spiegato l’ispettore generale della polizia keniana, Joseph Boinnet –. Abbiamo infatti chiesto a queste persone di stare con noi affinché possano darci informazioni per arrestare i veri responsabili ». Secondo le ultime ricostruzioni, Silvia sarebbe prigioniera nella foresta. Le autorità sono abbastanza certe che i sequestratori non abbiano ancora passato il confine con il sud della Somalia, una zona dove regna la legge del più forte e dove i jihadisti di al-Shabaab occupano gran parte del territorio. «Vogliamo il prezioso aiuto dei residenti dei villaggi e dei pastori – ha affermato Mwivanda –. La nostra missione è trovare Silvia viva e al più presto».

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 25 novembre2018 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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