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Sud Sudan / Il presidente Kiir: «Liberi tutti i prigionieri politici»

LOMÉ, Togo - Il presidente sudsudanese, Salva Kiir, ha ordinato il rilascio di «tutti i prigionieri politici» arrestati dall’inizio della guerra civile nel dicembre del 2013.Si tratta di uno dei punti chiave dell’accordo di pace siglato il 12 settembre con il capo dei ribelli e ex vice presidente, Riek Machar . «Ho detto al capo della Difesa di liberare immediatamente i prigionieri di guerra gestiti dal Comitato internazionale della Croce Rossa – ha dichiarato Kiir –. L’esercito e tutti gli altri gruppi armati dovranno quindi assicurare il cessate il fuoco permanente senza lanciare vendette o rappresaglie». Circa 400mila persone sono morte in questi anni di violenze. Altri 4 milioni di profughi sudsudanesi hanno invece abbandonato le loro case per cercare luoghi più sicuri dove vivere.

L’ultimo accordo di pace firmato nella capitale etiope, Addis Abeba, era stato immediatamente seguito da altri scontri in diverse zone del territorio. Il governo e i ribelli si sono incolpati a vicenda per i massacri. Nonostante ciò, la leadership politica sembra ottimista. «Ci stiamo avviando verso una stabilità pacifica – ha detto Taban Deng Gai, primo vice presidente sudsudanese intervenuto anche all’Assemblea dell’Onu –. Continuando così, entro tre anni avremo delle elezioni generali libere e giuste». Dopo l’indipendenza dal Sudan nel 2011, il Sud Sudan, uno Stato ricco di petrolio, si è nuovamente trovato in un vortice di violenze. Sono stati almeno quattro gli accordi di pace e i relativi cessate il fuoco violati in questi anni. Con questo «ultimissimo trattato», come è stato definito da vari funzionari del governo sudsudanese, Machar sarà quarto vice-presidente. Usa, Norvegia e Gran Bretagna, tra i rincipali attori coinvolti nei negoziati, rimangono però cauti, così come l’Onu.

Matteo Fraschini Koffi pr AVVENIRE - 30 settembre 2018

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