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E i Brics provano ad approfittare dell’isolamento Usa

LOMÉ ( TOGO) - Termina oggi in Sudafrica il decimo summit annuale dei BRICS. I leader di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, da cui deriva appunto l’acronimo, si sono riuniti per tre giorni di colloqui in cui hanno affrontato vari temi legati soprattutto al mercato globale e alla sicurezza . Il titolo scelto per la serie di incontri è stato: 'Collaborazione per la crescita inclusiva e la prosperità condivisa nella quarta rivoluzione industriale'. In cima alla lista dei dibattiti c’è stato l’attuale protezionismo commerciale dimostrato dagli Stati Uniti verso Europa e Cina nonostante i recenti accordi. «Vi- sto il fallimento del recente incontro dei ministri delle finanze al G-20 – ha commentato l’analista indiano, Rajiv Biswas –, quello dei BRICS potrebbe diventare un forum fondamentale per promuovere la liberalizzazione multilaterale commerciale nel mondo». Il presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, ha dato il via ai colloqui nella località di Sandton con le sue controparti, Michel Temer, Vladimir Putin, Narendra Modi, Xi Jinping. Sono invece centinaia i partecipanti provenienti da diversi Paesi, tra cui i rappresentanti di altri Stati africani come Togo, Zambia, Namibia, Senegal, Angola e Etiopia. Da quando fu fondata nel 2009, tale associazione ha cercato di contrastare il dominio dell’Occidente nelle istituzioni internazionali. «Queste cinque nazioni posseggono un Pil nominale di 18,6 trilioni di dollari – stimano gli esperti –, circa il 23% del Pil mondiale». Inoltre, l’organizzazione ha un ammontare di riserve estere pari a «4,46 trilioni di dollari». Nel 2015, i Paesi BRICS erano abitati da oltre 3 miliardi di persone, circa il 41 per cento della popolazione mondiale. Quest’anno i vari partecipanti cercheranno quindi di solidificare la loro unione in vari settori: governance globale, salute e vaccini, miglioramento del ruolo socio- economico delle donne, mantenimento della pace, scienza, tecnologia, sviluppo sostenibile e infrastrutture. Molti pensano che l’isolamento commerciale verso cui sembrano dirigersi gli USA darà ai BRICS una motivazione in più per consolidare la loro collaborazione. «La Cina potrebbe rivolgersi a India, Brasile, Russia per comprare i prodotti che un tempo comprava negli USA – afferma Alex Capri dell’Università nazionale di Singapore –. Fagioli di soia, grano e carne fanno parte di questi prodotti». Tra i vari argomenti è stata discussa anche l’idea di formare un’agenzia di rating indipendente. «L’India è la prima ad aver formulato tale proposta nel 2016 per promuovere stabilità, riforme, e progresso a livello internazionale», ha confermato T.S. Tirumurti, alto funzionario del ministero degli esteri indiano. Il ministro dell’economia russo, Maxim Oreshkin, ha invece parlato di una guerra dei mercati mondiale da contrastare. «Siamo nel mezzo di un conflitto commerciale – ha sottolineato recentemente Oreshkin –. Questo summit sarà infatti importante per coordinare le nostre posizioni e analizzare l’attuale contesto globale».

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 27 luglio 2018 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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