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Kenya

Il personaggio / Ngugi Njoroge Il governatore «numero uno»

Lomé (TOGO) - Risoluto e chiaro. Le due principali caratteristiche di Patrick Ngugi Njoroge, attuale governatore della Banca centrale del Kenya e da anni membro dei numerari dell’Opus Dei. «Non ho un sola proprietà in Kenya», spiegava alla commissione parlamentare che l’ha confermato a capo della Bck. «Al momento preferisco così, anche se non significa che in futuro non potrò cambiare idea al riguardo. Questo è il mio modello e forse – ha continuato Njoroge –, una volta in pensione penserò ad investire in qualcosa». Auto blindate, villa a Muthaiga, il quartiere residenziale della capitale keniana, Nairobi, e molti altri comfort di cui solitamente godono manager di tale livello sono stati da lui completamente ignorati. A 56 anni, il governatore è considerato dai molti dei suoi colleghi come «totalmente sprovvisto di ego e per istinto contrario al farsi pubblicità», sostiene per esempio un ex funzionario del ministero delle finanze. «Il suo rifiutarsi di cogliere questo momento per 'mangiare la torta' è sorprendente», afferma l’editorialista economico del quotidiano locale Daily Nation, Otieno Otieno, alludendo all’apparente opposizione viscerale del governatore verso l’alto livello di corruzione per cui è noto il Paese. Lo stile del capo della Cbk è invece umile e modesto, preziose qualità che comunque non riflettono affatto i successi della sua carriera. Dopo aver studiato negli anni Settanta allo Strathmore College di Nairobi, una delle più rinomate università del Kenya, lanciata dall’Opus Dei nel 1961, Njoroge ha conseguito lauree e master in Economia durante gli anni Ottanta, è diventato funzionario del ministero delle Finanze negli anni Novanta, fino a quando si è stabilito a Washington a lavorare per il Fondo monetario internazionale (Fmi) per circa vent’anni. «Un leader d’eccezione noto per la sua integrità – recitava il comunicato della Banca africana per lo sviluppo (Afdb) quando gli ha conferito nel 2016 il premio di miglior governatore dell’anno in Africa –. Attraverso il suo lavoro ha rimesso ordine nel settore bancario del Paese trasformandolo con le politiche e i regolamenti appropriati». In due anni, infatti, il capo della Cbk ha fatto chiudere o riorganizzare ben tre banche: Dubai Bank, Imperial Bank e Chase Bank. «Erano banche che avevano l’abitudine di prestare a costi molto alti, inoltre – spiegano gli analisti – Njoroge ha radicalmente aumentato il livello di vigilanza di quei prestiti per proteggere gli interessi dei conti deposito». Durante i suoi tre anni di lavoro, il governatore ha dimostrato di essere molto indipendente, non sottostando alla pressione del parlamento keniano e a volte andando contro le posizioni prese dal governo su alcuni argomenti. «Njoroge è stato molto diretto nel dire che i prestiti esteri del Kenya avevano raggiunto dei livelli eccessivi – ha spesso affermato la stampa locale –. Secondo lui il Paese doveva stare molto più attento rispetto all’aumento del debito e al capire dove i soldi finivano esattamente». Tali opinioni contraddicono la posizione del ministero delle finanze che continua a giudicare i prestiti «sani e entro i limiti consentiti».

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 23 giugno 2017

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MFK Matteo Fraschini Koffi

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