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Boko Haram

Nigeria / Shekau smentisce il Daesh: «Io il capo di Boko Haram»

DAKAR, Senegal -- «Sono ancora in giro», dice l’inizio del messaggio audio rilasciato ieri da Abubakar Shekau , leader di Boko Haram, smentendo le affermazioni di un suo possibile rimpiazzo. Le dinamiche della setta nigeriana sono quindi assai più complesse di quello che sembra. Abu Musab al- Barnawi, nominato due giorni fa capo indiscusso di Boko Haram dal Daesh, farebbe ora parte di una fazione separata che per il momento mantiene lo stesso nome del gruppo jihadista. «Mi avevano chiesto di spedire i pensieri della mia ideologia al Califfato per iscritto – spiega Shekau facendo capire di essere stato vittima di un sabotaggio interno –, però alcune persone hanno manipolato le mie parole per i propri scopi personali». Il messaggio audio della durata di 10 minuti è stato prodotto sia nella lingua locale hausa che in inglese. E nonostante Shekau voglia distanziare Boko Haram dal Daesh, afferma di essere fedele al capo del califfato, Abu Bakr al-Baghdadi. «Alcune persone hanno tentato di fermarmi dal comunicare con il Califfo », protesta il leader di Boko Haram. I servizi di sicurezza nigeriani lo avevano più volte dato per morto. Le autorità di Abuja dichiararono infatti di aver ucciso Shekau l’anno scorso durante i combattimenti con l’esercito, mentre altre fonti assicuravano che fossero stati i soldati ciadiani ad averlo ammazzato. Invece, il capo ribelle, noto per i suoi filmati minacciosi, sembra essere ancora al comando. Tali divisioni interne agli insorti potrebbero, però, rappresentare un’opportunità preziosa per l’offensiva militare in corso da parte della forza multinazionale composta da Ciad, Camerun, Niger e Nigeria. «Al-Barnawi e i suoi alleati sono stati addirittura descritti da Shekau come dei politeisti – sottolineano gli esperti –, questa frattura interna potrebbe portare a dei seri scontri tra le due fazioni». Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 5 agosto 2016 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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