I famelici viaggiatori del sesso (B. Severgnini); sul turismo sessuale praticato da donne (M.F.K.)

Written by Matteo Fraschini Koffi on .

Corriere/ rubrica Italians 26 febbraio 2009

 

Beppe Severgnini, Solo i rugbisti e i tappeti persiani vengono strapazzati come i giornalisti italiani, di questi tempi. Giusto così, fa parte del mestiere. Scrive dalla Tailandia un furibondo Raoul Bianchetti (This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.). "Solito articoletto terrorista del Corriere: turisti sessuali e pedofili sullo stesso piano!" Seguono simpatiche insinuazioni ("Nel migliore dei casi si tratta del solito tentativo di rilancio del turismo romagnolo"), difesa del luogo di residenza ("Perché indicare la Tailandia, un paese dove le prostitute sono nella quasi assoluta totalità maggiorenni, schedate per Hiv e consumo di droga?"). Per chiudere, accuse di scorrettezza ("Non si può descrivere la triste realtà della pedofilia senza spararle grosse? Il turista sessuale, sia detto chiaro e tondo, non è un criminale; sarà antipatico e asociale, un po' sfigato e cretino, ma non è un criminale").

Precisazione: il pezzo, di Gabriela Jacomella, è uscito il 19 febbraio. Titolo: "Turismo sessuale in crescita. Nuova meta: Europa dell'Est". Occhiello: "Dieci milioni di bambini sfruttati, un giro d'affari di 250 miliardi. Dall'Italia 80mila 'turisti' all'anno". Lo sfruttamento sessuale dei minori, quindi, cresce. E ci vede - che schifo - in prima fila. Astoi (Associazione Tour Operator Italiani) aderisce al progetto internazionale "Offenders Beware!". Si tratta di proteggere l'infanzia e l'adolescenza: è una buona cosa. In Tailandia le autorità già lo fanno? Bene: aspetto altre testimonianze.

E' vero, Raoul. Non tutti i turisti sessuali sono pedofili, ma diversi lo sono, e molti corrono - famelici e incoscienti - sulla linea di confine. Non parlo per sentito dire. Ne ho incrociati parecchi. Recentemente in Brasile, in Kenia, nelle Filippine. In passato in Vietnam, in Corea e altrove (in Tailandia non so, manco da troppi anni). Devo dire: la categoria non mi piace.

Leggete "Platform" di Michel Houellebecq, se volete farvi un'idea. O la testimonianza del viaggiatore-fotografo Matteo Fraschini, oggi in rete su "Italians". Anticipa un 'inchiesta sul turismo sessuale praticato da donne - turiste occidentali - con ragazzini minorenni tra Mtwapa e Mombasa. In Kenia, due anni fa, mi avevano parlato di un fenomeno in crescita, con conseguenze gravi. Queste viaggiatrici del sesso, indipendentemente dall'età del partner, riportano infezioni HIV, e le propagano. Va bene che l'AIDS non è più di moda - i farmaci retrovirali allungano la vita, e creano l'illusione che il problema non esista. Storie: esiste eccome, e bisogna ricordarlo ai nostri ragazzi, bombardati dall'idea che il sesso sia un passatempo (le conigliette di Playboy a Sanremo, pagate dal servizio pubblico - geniale!).

Bene, questo è il mio parere. E ora avanti: l'ultima volta che ho scritto di turismo sessuale sono stato coperto di insulti, come tutti i colleghi che hanno osato occuparsi dell'argomento. Suvvia, certe cose si fanno ma non si dicono!

Oggi alle ore 15 diretta-video su Corriere TV. "Turisti per sesso, sesso per turisti". Ospite Gabriela Jacomella

Sul turismo sessuale praticato da donne (e altre faccende africane)

Caro Beppe e Cari Italians,

sono al momento in Uganda per alcuni reportage. Non si sa ancora quando, ma su Vanity Fair uscirà prima o poi un mio pezzo investigativo sul turismo sessuale praticato da donne, turiste occidentali, nei confronti di ragazzini minorenni tra Mtwapa e Mombasa. Ne è uscita un'anteprima dell'articolo, qualche riga, su Corriere Magazine, e pur non parlando di Malindi e italiani in particolare, il console ne ha fatto una copia per la comunità italiana e un amico mi ha spinto a incontrare il Presidente dei residenti italiani con cui ho fatto una breve e piacevole chiacchierata.

Qualcuno, mi è stato detto, si era lamentato del fatto che l'avessi scritto e che non avessi menzionato la responsabilità delle autorità keniote riguardo al turismo sessuale, mentre invece basta andare sul mio sito internet (www.matteofraschinikoffi.com), dove riporto alcuni dei miei pezzi, per scoprire il contrario. Devo dire che, grazie anche alle mie amicizie malindine, fatte di persone che riconoscono la serietà con cui sto tentando di portare avanti questa professione, tutto si è sistemato nel giro di qualche minuto. Io e alcuni rappresentanti dei residenti italiani a Malindi, ci siamo quindi presto capiti. Insomma, niente a che vedere con quello che era successo due anni fa al caro Freddie, che, reo di averti gentilmente ospitato e fatto da guida, dopo il tuo articolo su Malindi si è visto il boicottaggio del ristorante dove lavorava e gli amici che avevano smesso di salutarlo, per fare alcuni blandi esempi.

Sono quindi convinto che qualcosa stia cambiando. Parte della comunità italiana si sta rendendo conto che, al fin di migliorare ciò per cui Malindi è tristemente nota, ci vuole dialogo e pazienza, a tutti i livelli. Per quel che so, i settori umanitario insieme a quello turistico-commerciale, hanno fatto partire un progetto con l'obiettivo di evitare che il turismo sessuale (di cui, troppo spesso, sono oggetto dei minori) continui impunemente. Sebbene rimanga scettico riguardo a tali iniziative (parlo per esperienza), tutti staremo sicuramente sintonizzati su questi canali per vedere a cosa porterà questa interessante sfida che, in un modo o nell'altro, coinvolge tutti noi.

Un abbraccio e teniamo viva la discussione!

So degli sforzi di Freddie, e ammiro le tue iniziative, Matteo. Forza e coraggio: i buoni alla fine vinceranno, come nei film americani. Spero che le nostre rappresentanze - consolari, e non solo - vi diano una mano. Se non lo fanno, lo facciano. Se non lo fanno abbastanza, lo facciano di più. Capisco che Ministero degli Esteri e le grandi aziende (Eni, per esempio) abbiamo molti pensieri, di questi tempi. Ma dopo molti viaggi mi sono convinto che la vigilanza è d'obbligo. Noi italiani siamo sostanzialmente brave persone - ne sono convinto - ma troppi, su certe questioni, tendono a essere autoindulgenti.

 

 

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