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Pibor, Sud Sudan

Etiopia: Decine di civili massacrati al confine con il Sud Sudan

Etiopia: Decine di civili massacrati al confine con il Sud Sudan

NAIROBI, Kenya -- Rimane alta la tensione in Sud Sudan, dove l’altro ieri oltre 230 civili sono stati uccisi nella regione orientale confinante con l’Etiopia. L’attacco è stato lanciato dalla popolazione dei murle contro i villaggi abitati dai nuer. «Più di 170 persone sono state uccise dai membri della tribù murle giunti dallo Stato di Buma, in Sud Sudan – ha  dichiarato ieri Getachew Reda, il ministro etiope delle Comunicazioni –. Il nostro esercito è intervenuto uccidendo almeno 60 militanti e siamo pronti ad entrare in Sud Sudan per dare la caccia al resto degli aggressori». Secondo alcuni testimoni, diversi bambini sono stati rapiti e portati in Sud Sudan da centinaia di assalitori murle vestiti sia in uniforme militare che in tenuta civile. «I murle sono venuti con armi pesanti, muniti soprattutto di lanciarazzi – ha raccontato Chuol Gach, uno dei sopravvissuti –. Hanno attaccato 10 villaggi nelle contee di Jekow e Nyinenyang». Scontri interetnici tra murle e nuer avvengono da decenni in questa regione. Ma è la prima volta che si verifica un attacco di tale portata. Solitamente i combattimenti sono legati al bestiame e alle risorse d’acqua. Altre volte, sono i politici nella capitale Juba a strumentalizzare le popolazioni istigandole l’una contro l’altra. «Abbiamo ucciso almeno 51 murle quando hanno tentato di rubare seicento mucche – hanno affermato ieri i membri del clan Cie-Nyajaani, di etnia nuer –. Siamo riusciti a recuperare la maggior parte del bestiame e abbiamo inseguito gli assalitori fin dentro il territorio sudsudanese». Altri civili hanno, invece, incolpato le autorità di Gambella, la regione etiope confinante con il Sud Sudan orientale, per non essere intervenuti in tempo a fermare il massacro. Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 17 aprile 2016

 

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