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Matteo Fraschini Koffi - Giornalista Freelance

avvenire, economia, attualità

Isabel Dos Santos

Isabel, la principessa delle tlc

L’angolana Dos Santos cabla l’Atlantico insieme a Google

NAIROBI, Kenya -- La sua prima attività commerciale fu la vendita di uova al dettaglio.

A soli sei anni, Isabel Dos Santos, figlia del presidente dell’Angola, José Eduardo Dos Santos, aveva infatti già una forma mentis impostata sul business. Oggi, a 43 anni, è la donna più ricca e la più giovane miliardaria dell’Africa. 'La principessa', come spesso viene definita dalla stampa, vale 3,2 miliardi di dollari. Durante la guerra civile in Angola, la giovane Isabel si trasferisce per studiare ingegneria elettrica al King’s college di Londra. Verso la fine degli anni ottanta, si ristabilisce in Angola per avviare diverse attività commerciali. «A quel tempo la telefonia nel Paese era molto problematica », ha spiegato Dos Santos alla quinta edizione del Global entrepreneurship summit. «Ho quindi lanciato un’impresa di walkie-talkie per facilitare la comunicazione all’interno del personale di varie aziende. È diventata un’importante rete satellitare». Nel 1997, è stata invece la volta del primo ristorante sulla spiaggia nella capitale, Luanda. Si pensa che siano almeno 30 le società di cui è proprietaria, senza contare il suo coinvolgimento nei consigli d’amministrazione di varie aziende locali e internazionali. Tra i suoi asset nazionali, possiede il 25% di Unitel, la più grande compagnia telefonica in Angola. Negli ultimi mesi è diventata capo di tre progetti pubblici: il primo ha un valore di 15miliardi di dollari ed è legato alla nuova strategia urbanistica di Luanda. Poi prenderà le redini della società petrolifera nazionale, Sonangol; e infine avrà un ruolo fondamentale nella Commissione per la ristrutturazione del settore petrolifero. Insieme a Google, ha inoltre iniziato a costruire una fibra ottica sottomarina che da Luanda arriverà in Brasile per poi collegarsi agli Stati Uniti. In Portogallo è invece proprietaria del 7% della ditta petrolifera, Galp Energia e del 19% del Banco Bpi, la quarta più grande banca portoghese. Inoltre è un’azionista di maggioranza della TV via cavo, di Nos Sgps, una società di telecomunicazioni, e della ditta Efacec che produce strumenti legati all’energia elettrica. In Portogallo una gran parte dei media si è detta «molto preoccupata» riguardo all’influenza esercitata dall’Angola in diversi settori della società portoghese. Paladina di molte donne d’affari nel mondo e in Africa, Isabel è apprezzata per il suo stile modesto, discreto e per la sua intelligenza. Raramente concede interviste, ma quando parla alla stampa internazionale, traspare il carisma di una persona difficile da intimidire. «Isabel ha un coraggio straordinario – commenta con grande orgoglio il marito congolese, Sindika Dokolo, anche lui uomo d’affari e tra i più noti collezionisti d’arte classica in Africa –. Ha una visione brillante, ed è molto chiara su ciò che vuole ottenere».

 

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Isabel è nata a Baku, in Azerbaijan, il 20 aprile 1973. Suo padre, José Eduardo Dos Santos, ha incontrato sua madre, la russa Tatiana Kukanova, quando erano studenti all’università di ingegneria. A Londra, Isabel conosce tra i suo compagni di banco del King’s College, Sindika Dokolo, suo futuro marito. Dopo il matrimonio nel 2002, costato secondo alcune indiscrezioni 4 milioni di dollari, la coppia ha messo al mondo tre figli. Lo scorso ottobre, quattro membri del parlamento europeo hanno richiesto un’investigazione pubblica rispetto agli investimenti di Dos Santos in Portogallo. Apparentemente, il metodo usato per effettuare i pagamenti attraverso fondi diretti del governo angolano, «lascia aperta la possibilità che lo Stato dell’Angola stia finanziando indirettamente e illegalmente gli investimenti privati della figlia del presidente ».

INCHIESTA/15 - - Continua la serie sull’economia africana, iniziata sull’onda della recente storica visita di papa Francesco in alcuni Paesi del Continente. Le sfide, i rischi e i personaggi emergenti di un’economia che continua a crescere a ritmi disordinati, ma che comunque fa dei passi avanti.

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MFK Matteo Fraschini Koffi

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