LOMÉ, Togo – È uno dei progetti immobiliari più grandi nella storia dell’Uruguay. Un complesso costituito da casinò, hotel, sala conferenze, piscina, spa, ristoranti, negozi, spiaggia e, soprattutto, una futura torre di 320 metri che aspira a diventare la più alta struttura in America Latina (o la seconda più alta dopo il Brasile ma prima del Cile). Il resort-Cipriani è in fase di costruzione a circa 100 metri dalla spiaggia di Punta del Este dove prima c’era il San Rafael, l’hotel storico in stile Tudor riservato alla “elite”, molto in voga negli anni 40, 50 e 60. Politici e aristocratici, attori e sportivi, ballerini e astronauti, amavano rilassarsi e incontrarsi. Scrittori e artisti trascorrevano lunghi periodi in attesa della giusta ispirazione. Era pure il luogo di un noto festival del cinema. Raffaella Carrà era una delle clienti fisse. L’attuale progetto di oltre 450 milioni di dollari iniziò invece il suo calvario nel 2017, lo stesso anno in cui nacque il bambino uruguaiano adottato dalla coppia Giuseppe Cipriani e Nicole Minetti.
Se l’adozione ci appare oggi complessa e relativamente misteriosa, l’evoluzione del resort sembra esserlo ancora di più, con alti e bassi, promesse e tradimenti, vittorie e perdite, licenziamenti e sostituzioni, e un dialogo politico durato tutta una notte. Alcuni consiglieri della giunta di Maldonado, il dipartimento di cui fa parte Punta del Este, hanno ammesso che i loro voti furono a volte influenzati dalla paura poiché le intimidazioni provenivano da ogni direzione. L’iter del mega-progetto è stato inoltre marcato da una serie di decessi, al di fuori e all’interno dell’Uruguay, che hanno inciso sulle dinamiche tra le persone a favore o contrarie al resort. Per chiunque abbia visto la serie-Netflix di “House of Cards”, con Kevin Spacey nelle vesti dello spregiudicato deputato, Frank Underwood, verso la fine della prima stagione muore il suo problematico collega, Peter Russo. Una volta apparsa la notizia sui giornali, la telecamera inquadra per pochi secondi il viso di alcuni personaggi che lo conoscevano. Ognuno ha una reazione diversa in base alla propria relazione con il defunto. La moglie di Frank Underwood, Claire, che ha aiutato Russo con una proposta di legge, è stupita ma non troppo. Il commissario della polizia di Washington D.C., che l'aveva liberato di prigione alcuni mesi prima in cambio di una spinta politica per diventare sindaco, sbatte la cornetta del telefono per la rabbia. La prostituta d’alto bordo, che aveva passato la notte con Russo poco prima del decesso, è totalmente spaventata. I giornalisti che stavano seguendo l’ascesa politica del deputato hanno invece delle espressioni dubbiose. Mentre la segretaria del suo ufficio, con cui Peter manteneva una relazione sentimentale nascosta al pubblico, ha il volto coperto di lacrime.
La reazione di ogni persona scaturisce appunto dalla propria conoscenza (o ignoranza) dei fatti che circondano la morte di Russo. Può capitare che una morte naturale sia in verità sospetta. Ma è anche vero il contrario: una morte sospetta può essere del tutto naturale. E quando parliamo di mega-progetti con numerosi attori appartenenti a ogni realtà e strato della società, niente e nessuno dovrebbe essere sottostimato. Come diceva uno dei sosia di Bud Spencer e Terence Hill nel film "Non c'è due senza quattro": "Nel mondo degli affari il tuo migliore amico può diventare il tuo peggior nemico", a volte senza che ce ne accorgiamo. E questo accade nel caso di un decesso, di un licenziamento, o rispetto a un evento rilevante che, qualsiasi siano le ragioni, impone un cambiamento di contesto di un certo peso.
UN PO’ DI CONTESTO
Cipriani ha comprato casa oltre trent’anni fa a Punta del Este. Le prime volte visitava la costa uruguaiana con la ex moglie, Eleonora (figlia di Raul Gardini), sebbene passassero più tempo nella vicina Buenos Aires, in Argentina. Negli anni novanta aveva aperto insieme al padre, Arrigo Cipriani, un ristorante a New York di grande successo ma che iniziò ad avere alcuni problemi legali con l’amministrazione della “Grande Mela” nel 2007. Per alcune “vecchie amicizie” di Cipriani, invece, la crisi è cominciata dieci anni dopo, durante il picco del movimento “#MeToo”: Harvey Weinstein, l’ex produttore di film come “La vita è bella” di Roberto Benigni, si trova da alcuni anni in prigione. L’ex moglie di Weinstein, Georgina Chapman, aveva lanciato nel 2004 Marchesa, un’azienda di moda in cui Cipriani ha investito insieme a Steve Witkoff (attuale “Inviato Speciale per la Pace in Medio Oriente”, Ndr.). La co-fondatrice e business-partner di Chapman, Keren Craig, ha però abbandonato la società nel 2019. La modella Naomi Campbell si trova al centro della rete Jeffrey Epstein-Sean Combs, ed è attualmente investigata per delle presunte violazioni legali da parte di una sua organizzazione non-profit. Sarah Ferguson è “fuggitiva” con un ex marito in totale disgrazia e due figlie a rischio di fallimento. E poi c’è Mette-Marit, un personaggio molto “controverso”, sposata dal 2001 con il principe ereditario di Norvegia. Tutte queste persone erano amicizie e clienti di Cipriani e frequentavano il ristorante di Manhattan a volte senza bisogno di prenotare, un privilegio riservato a pochi come evidenziava il film “The Thomas Crown Affair” (1999).
Il Gruppo Cipriani ha la sua Holding in Lussemburgo e nel luglio 2018 ha acquisito la società di sviluppo immobiliare uruguaiana, “Fosara S.A.”, proprietaria del terreno su cui sorgeva l’ex Hotel San Rafael. Dal 2011 questa struttura alberghiera ha cominciato a degradarsi radicalmente: “C’erano topi più grandi dei gatti”, affermò un consigliere dipartimentale di Maldonado favorevole al resort. Secondo varie fonti: “Cipriani ha acquistato l'intera Fosara S.A., anziché dei singoli lotti, per poter usufruire di un credito d'imposta precedentemente concesso alla stessa”. Per approvare l’inizio dei lavori, però, si susseguirono anno dopo anno discussioni molto accese, fuori e dentro la giunta, tra i comuni cittadini e tra i consiglieri dei tre principali partiti politici: il Fronte Ampio, una coalizione maggioritaria di centro-sinistra cui appartiene l’attuale presidente dell’Uruguay, Yamandù Orsi (viste le radici liguri di quest’ultimo, Paola Scarzella, sindaca di Osiglia - Savona - gli ha espresso le sue congratulazioni quando è diventato Presidente a inizio marzo 2025); il Partito Nazionale, di spirito conservatore e nazionalista di centro-destra; e il Partito Colorato, un misto di ideologie tra cui quelle social-democratiche e di centro-destra.
LA GIUNTA
Nella città di Maldonado (100mila abitanti), capoluogo dell’omonimo dipartimento e adiacente alla cittadina balneare di Punta del Este (20mila anime), erano le 20:07 di martedì 13 dicembre 2022 quando 31 consiglieri si prepararono per una maratona di discussioni sul progetto-Cipriani. Le dinamiche rispetto all’approvazione finale sono state sofferte e numerose: alcuni partiti erano divisi al loro interno, altri consiglieri erano favorevoli prima ma hanno poi cambiato idea, altri ancora hanno votato a favore seppure con alcune remore, una gran parte sembrava invece entusiasta. La tensione era palpabile e l’inizio della sessione ordinaria fu abbastanza intenso:
“Chiediamo un minuto di silenzio per la scomparsa della nostra compagna Graciela Calvette, compagna [della città] di San Carlos (30mila abitanti, Ndr.) e membro del Fronte Ampio, la cui morte ci ha colti di sorpresa domenica”; “Chiediamo un minuto di silenzio per la scomparsa, in giovane età, della figlia del signor César Díaz, ex consigliere del Partito Colorato”; “Signor Presidente, chiedo un minuto di silenzio per la scomparsa di Esteban Barrios, storico militante del Fronte Ampio, consigliere del dipartimento di Rocha e militante del Partito Comunista”.
Dopo alcune note e dichiarazioni su altri temi, i 31 consiglieri che avevano il compito di votare sull’approvazione del resort-Cipriani presero a turno la parola.
Il primo fu il consigliere del Fronte Ampio, Leonardo Delgado, sui 45 anni e tra i più agguerriti contro il progetto: “Vi è mai capitato di iniziare una serie Netflix che dice di avere 20 o 30 episodi, e poi ti rendi conto che sono quattro o cinque stagioni da 20 o 30 episodi ciascuna? Ecco cosa è successo con l’ex Hotel San Rafael: una serie senza fine, la grande telenovela […]. Signor Presidente, ripercorriamo la storia di questo progetto. Intorno al 2018, iniziarono gli incontri con l'investitore, il proprietario del progetto, il signor Cipriani. Nel maggio dello stesso anno, avremmo dovuto incontrare il signor Viñoly, l'architetto del progetto che alla fine non si è presentato a questo Consiglio dipartimentale. Perché? Perché il governo dipartimentale riteneva che la torre superasse l'altezza consentita, che fosse una torre che avrebbe stonato con tutto ciò che riguardava la zona di San Rafael […]. Consideriamo, inoltre, quanto affermato da Viñoly: ‘Capisco perfettamente che ci voglia tempo. Credo, inoltre, che sia necessario un accordo, e che debba esserci un accordo generale. Non è una questione che riguarda un singolo blocco politico; è una questione che riguarda le persone che vivono qui. In altre parole, continueremo ad affrontare il problema’. Viñoly pronunciò queste parole nel 2018, riferendosi alla necessità di raggiungere un accordo con i residenti locali. Ricordiamo che, dopo l'approvazione del progetto, la questione finì in tribunale, con i residenti da una parte e il signor Cipriani dall'altra, e l'accordo da raggiungere non fu affatto semplice.”
Purtroppo Rafael Viñoly è morto a New York il 2 marzo 2023 a causa di un aneurisma. Epstein lo considerava uno dei migliori studi di architettura e design, non solo a New York ma a livello internazionale.
Dopo Delgado fu il turno di un altro consigliere del Fronte Ampio, Joaquín Garlo: “Di solito non porto appunti alle discussioni in Consiglio di Dipartimento; preferisco affidarmi alla memoria. Tuttavia, stasera mi sono sentito in dovere di portare alcuni appunti data la lunghezza di questa questione. […] Farò un passo indietro nella storia rispetto al Consigliere Delgado, perché non è iniziata nel 2018, ma nel 2017. All'epoca, il 3 ottobre 2017, questo Consiglio di Dipartimento approvò il Decreto n. 3973, che ampliava i parametri edilizi nell'area dell'Hotel San Rafael, autorizzando edifici fino a 70 metri di altezza e imponendo una serie di condizioni per l'isolato in cui si trovava l'hotel. Fu stabilito un periodo di 180 giorni per conformarsi alle normative previste dal decreto, periodo che fu prorogato di altri 180 giorni con delibera del sindaco del dipartimento su richiesta del richiedente (Cipriani). L'origine di questo decreto risiede in un progetto presentato dalla società proprietaria del terreno, con la firma tecnica dell'architetto José Luis Real, ex segretario generale del Comune dipartimentale di Maldonado.” […]
“Questo progetto – continuò Garlo – che prevedeva una torre alta circa 300 metri, è stato respinto dal Governo dipartimentale sulla base di una relazione dell'architetto Soledad Laguarda. La relazione includeva suggerimenti e osservazioni formulate dai consulenti tecnici del Governo dipartimentale che mettevano in dubbio l'altezza proposta. L'architetto Laguarda ha dichiarato: ‘300 metri qui sono assurdi, non sono fattibili. Modificate il progetto perché non lo approveremo così com'è’. Il 22 giugno 2018, Cipriani ha presentato un nuovo progetto. In questo progetto, ha richiesto al Governo dipartimentale la vendita dello spazio pubblico di Piazza José Pizzorno alla Fosara Sociedad Anónima.” […] “Il 17 luglio 2018, il Consiglio ha approvato a maggioranza lo studio di fattibilità presentato, relativo ancora una volta alla ricostruzione dell'attuale Hotel San Rafael. Fin dall'inizio, il Comune e il Consiglio hanno sostenuto che l'hotel non dovesse essere demolito, bensì ricostruito, e le relazioni tecniche hanno confermato questa posizione. L'architetto Chiacchio è molto stimato a Maldonado e in Uruguay. Se non erro, ha ricoperto incarichi nell'Ordine degli Architetti dell'Uruguay. Anche l'architetto Laguarda è stato elogiato da questo Consiglio, e a ragione, non è vero? Per il suo lavoro, per la sua eccellente attività come Direttore Generale dell'Urbanistica. Hanno sostenuto: ‘Deve essere preservato, deve essere restaurato’, e il Consiglio ha deliberato di conseguenza. Da quella data, il 17 luglio 2018, ad oggi, l'unica cosa che è stata fatta sul sito è la demolizione dell'Hotel San Rafael, niente di più e niente di meno.” […]
“Il 19 ottobre 2018, il Comune ha autorizzato il costruttore a installare uno showroom in uno spazio pubblico di proprietà di tutti i residenti di Maldonado. In altre parole, oltre alla deroga e all'eccezione approvata dal Consiglio, gli abbiamo concesso un terreno pubblico per allestire uno showroom, esporre il presunto progetto e tentare di venderlo. Il costruttore ha pagato qualcosa ai cittadini di Maldonado per l'utilizzo di quel terreno pubblico? I cittadini di Maldonado hanno tratto qualche beneficio dall'autorizzazione concessagli dal Comune per l'utilizzo di uno spazio pubblico? O potrei io allestire uno showroom all'angolo della strada, proprio di fronte, per vendere appartamenti? Potrei mettere un chiosco ovunque? Non credo. Sono sicuro che il Comune non me lo autorizzerebbe. Beh, il Comune l'ha autorizzato per Cipriani. Il 21 dicembre 2018, il rappresentante legale del gestore ha richiesto al Comune il permesso di demolire alcune costruzioni adiacenti all'ex Hotel San Rafael; ‘Demolizioni parziali’, recitava la richiesta di costruzione sugli immobili n. 10.003 e 10.002, adiacenti all'ex Hotel San Rafael.”
Il discorso del consigliere Garlo aveva raggiunto il limite di tempo ma, con approvazione unanime da parte della giunta, ha potuto continuare a parlare.
LA DEMOLIZIONE
“Il 27 dicembre 2018 – riprese Garlo –, il sindaco (Enrique) Antía (predecessore dell’attuale sindaco, Miguel Abella, in carica da luglio 2020, Ndr.) autorizzò la demolizione degli edifici adiacenti all'ex Hotel San Rafael. Nel marzo 2019, il responsabile del progetto si presentò e dichiarò: ‘L'hotel deve essere demolito; dobbiamo abbatterlo perché la struttura non regge; non c'è altra via, dobbiamo abbatterlo’. E Laguarda, nel verbale n. 17, affermò che ‘c'era una nota dell'architetto Viñoly in cui si affermava che gli studi ingegneristici indicavano che la struttura principale non aveva alcuna stabilità futura se non precaria’, intendendo che era estremamente precaria. Ho esaminato la presunta nota dell'architetto Viñoly e non è firmata; pertanto, quanto affermato dall'architetto Laguarda è falso. Qui ho la nota presentata, firmata da un architetto di nome Fernández, e non da Viñoly. Quindi, tutto si basa su una premessa errata. Alla richiesta (di demolizione) era allegato uno studio tecnico – tutt'altro che conclusivo – che affermava che le facciate non avrebbero retto, ma che non era possibile esaminare la struttura interna. Si erano limitati a ispezionare le facciate, scattare alcune foto, allegarle al fascicolo e, sulla base di quello studio, concludere che non era possibile preservare la struttura. Lo studio – vi rimando alla sua lettura – non è affatto conclusivo riguardo alla fattibilità della conservazione dell'ex Hotel San Rafael. Ed è qui che è iniziato un calvario di tre mesi di richieste di proroga da parte del richiedente (Cipriani), perché il Comune gli aveva chiesto di affrontare le problematiche, e il richiedente continuava a chiedere ‘proroga, proroga, proroga’... tre mesi di proroga. Sapete cosa è successo durante quei tre mesi di proroga? Il richiedente ha demolito l'ex Hotel San Rafael.”
“Ora, la demolizione è iniziata nell'aprile 2019 ed è terminata nel giugno 2019. Chiunque mi dica dove si trova il permesso di demolizione dell'ex Hotel San Rafael nel fascicolo vincerà un premio; Decideremo in seguito di cosa si tratta. Ma chiunque mi porti il permesso di demolizione per l'ex Hotel San Rafael chiarirà questo grande interrogativo. Abbiamo analizzato il fascicolo nel dettaglio questo pomeriggio e non abbiamo trovato una sola autorizzazione del Comune per demolire l'ex Hotel San Rafael in nessuna di queste pagine, più di 500. Non c'era nessun permesso di demolizione! Non sappiamo se le tasse di demolizione siano state pagate. E per finire, il decreto che questo Consiglio ha approvato nel 2017, che si applica a questo isolato, recita: ‘Qualsiasi permesso di demolizione per la struttura e le facciate originali dell'Hotel San Rafael deve essere approvato dal Consiglio Dipartimentale con un voto di 4/5 dei suoi membri’. Questo Consiglio ha approvato permessi di demolizione? Nessuno. L'hotel è stato demolito illegalmente e il Comune lo ha permesso. L'architetto Laguarda ci ha detto in Commissione Lavori che sì, era autorizzato. Una bugia! Non era autorizzato! E così è rimasto tutto dal 2019; l'unica certezza che abbiamo è che alla fermata 12 di Playa Brava, nel blocco 815, c'è un'enorme voragine. L'unica certezza che gli abitanti di Maldonado hanno oggi è che dove un tempo sorgeva l'ex Hotel San Rafael, ora c'è una voragine di proporzioni inimmaginabili: niente lavoro, niente hotel, niente casinò, nessun edificio: solo un buco gigantesco. Questa è l'unica certezza che abbiamo qui in Consiglio, ed è ciò che sanno gli abitanti di Maldonado fuori da queste sale.”
“Signor Presidente – concluse Garlo –, questo nuovo progetto è folle, non solo perché supera l'altezza che il Comune aveva originariamente negato al richiedente nel 2018, ma anche perché i consiglieri del Partito Nazionale si sono sostituiti al richiedente e hanno detto: ‘No, 280 metri sono troppo pochi, facciamone 320’. Cosa sono? Investitori nel progetto che suggeriscono di aumentarne l'altezza? Come può il Consiglio risolvere la questione ignorando la richiesta del richiedente e approvando un’altezza superiore a quella richiesta? Questo non rientra nelle competenze del Consiglio, e tale decisione è anche errata e crea un problema amministrativo. Le contraddizioni sono state palesi, ed è per questo che voteremo contro il progetto. Non abbiamo alcuna garanzia che il progetto, così come è attualmente pianificato, sia fattibile, e gli abitanti di Maldonado non possono dare una nuova concessione al gestore, che ha agito in modo scorretto, contravvenendo alle normative – come il Comune ha riconosciuto nel caso della demolizione del vecchio hotel – e, ancora una volta, si tratta di un guadagno a breve termine a scapito di problemi a lungo termine.”
Secondo la stampa locale: “Nel marzo 2019, la giudice uruguaiana Claudia Valetti ha respinto un'ingiunzione che mirava a bloccare la demolizione dell'iconico Hotel San Rafael a Punta del Este. La sua sentenza ha permesso al costruttore, Giuseppe Cipriani, e al Comune di Maldonado di procedere con la demolizione della struttura storica nell'ambito di un imponente progetto di un nuovo mega-complesso. L'architetto William Rey ha presentato l'ingiunzione, sostenendo che la demolizione avrebbe distrutto il patrimonio storico e architettonico dell'edificio. La giudice Valetti ha respinto l'ingiunzione, revocando la sospensione temporanea dei lavori. Immediatamente dopo la sentenza, le squadre di demolizione hanno ripreso a demolire l'edificio per far posto al nuovo complesso di Cipriani.”
Purtroppo il 22 agosto 2019 è morto Andrea Zamperoni, uno dei capi-chef di Cipriani-Dolci e, secondo la stampa: “Ci sono voluti tre giorni per trovare il corpo”.
REGIME DELL’ECCEZIONE
In un’intervista con il programma radiofonico uruguaiano “La Diaria”, il giornalista Antonio Ladra ha spiegato che la velocità con cui è stato demolito l’ex Hotel San Rafael faceva parte di una domanda della giunta trattata tra giugno e luglio 2018 con il “regime di eccezione” che viene definito come: “Una misura costituzionale straordinaria che consente a uno Stato di sospendere temporaneamente alcuni diritti e garanzie fondamentali dei propri cittadini. Viene applicato solo in situazioni di estrema gravità che minacciano la sicurezza o l'ordine pubblico, come calamità naturali, disordini interni o conflitti armati.” Una cosa piuttosto seria, insomma.
La discussione andò avanti con il consigliere Javier Sena, politico e uomo d’affari, molto favorevole al progetto: “Mi riferirò a questo fascicolo – che è stato presentato al Comune già da diversi anni e che è passato per la giunta – principalmente al suo presente e al suo futuro. Tutti conoscono già il passato, e penso che parlare del passato... non so dove vogliano portarci parlando del passato, conoscendo i problemi sorti con la pandemia, con il fatto che non sia stato fatto, e altro ancora. Oggi, signor Presidente, abbiamo di fronte a noi un progetto. È il progetto più importante che questa Commissione dipartimentale abbia mai avuto sotto diversi aspetti: in primo luogo, è un progetto di un architetto riconosciuto dagli uruguaiani, come l'architetto Viñoly, il cui design e la cui visione per il territorio sono fuori discussione; in secondo luogo, signor Presidente, questo progetto che stiamo sottoponendo alla nostra attenzione, e che potrebbe essere approvato stasera, è un progetto che il dipartimento di Maldonado merita. E perché dico che lo merita, signor Presidente? Maldonado è il fiore all'occhiello del Paese, e siamo personalmente lieti che ospiti il meglio che l'Uruguay ha da offrire […].
“Sembra un pagliaccio...”, commentò uno dei consiglieri interrompendo le parole di Sena e facendo scoppiare alcune risate. Il Presidente della giunta richiamò tutti all’ordine e Sena riuscì a riprendere la parola.
“Signor Presidente – continuò il consigliere –, credo che chiunque spenda 70 milioni di dollari per un terreno e poi lo lasci lì sia pazzo. Perché sono convinto che lo faranno? Molto semplice: hanno le chiavi di un casinò e l'opportunità di recuperare quei soldi e reinvestirli nella costruzione dell'hotel e degli appartamenti. Propongono 282 unità abitative, circa 170.000 metri quadrati di superficie edificata e 1.500.000 giornate lavorative per la costruzione. Se si sommano gli investimenti già effettuati e quelli che sicuramente verranno effettuati, l'investimento totale si aggira intorno ai 400 milioni di dollari. Signor Presidente, questo investimento non riguarda solo la costruzione di quei 170.000 metri quadrati, ma anche ciò che questo progetto genererà: circa 1.000 posti di lavoro permanenti e altri 1.000 posti di lavoro stagionali. Facendo un paragone con l'hotel Conrad – per il quale alcuni non hanno votato e poi si vantano di esserci stati – ecco perché voto, dando loro l'opportunità di farlo. Se domani non votano, non è una mia responsabilità, signor Presidente; non è una mia responsabilità se non votano domani. Maldonado deve la sua esistenza a questo: al progresso, alla creazione di posti di lavoro e al rendere un progetto di questa portata un simbolo per il nostro dipartimento.”
LE PROTESTE
Durante i lavori del merga-resort, non sono mancate le proteste a Maldonado, in piazza come in alcune sedi legali e istituzionali. Il consigliere Delgado riprese:
“E quando il consigliere Sena ha detto che ci avrebbe mandato qualcuno contro, guardate: se c'è una cosa che i residenti del dipartimento e la stessa SUNCA (il Sindacato Único Nacional de la Construcción y Anexos, Ndr.) sanno, è che abbiamo sempre difeso questa causa. E di recente, quando li abbiamo ricevuti in aula consiliare, abbiamo detto loro: ‘Guardate, sapete cosa pensiamo dell'Hotel San Rafael’. È un dato di fatto che SUNCA a Maldonado ha tenuto una manifestazione chiedendo dove fossero le migliaia di posti di lavoro promessi. O forse non l'hanno organizzato sulla spianata del Comune? Sì, l'hanno fatto. Perché? Perché (Cipriani e Fosara) non hanno mantenuto la promessa. Quindi, non mandate la gente contro di noi, amico mio Sena; assumetevi le vostre responsabilità, voi che avete votato [a favore del progetto] nel 2018, sono passati quattro anni e non è successo nulla.”
Il consigliere Joaquín Garlo cercò di essere più diplomatico: “Grazie. È vero, non si può obbligare un investitore a costruire qualcosa, questo è certo, ma abbiamo il dovere di garantire che rispetti le normative. E l'amministrazione dipartimentale non l'ha fatto, perché quando l'investitore ha detto: ‘Devo demolire l'Hotel San Rafael perché la struttura non regge il peso’, il Comune non ha autorizzato la demolizione dell'ex Hotel San Rafael. E non solo, ma questo Consiglio ha anche decretato che qualsiasi demolizione dell'Hotel San Rafael richiedesse una maggioranza di quattro quinti dei suoi membri. Dov'è la delibera del Consiglio dipartimentale di Maldonado? Non esiste. La demolizione non è stata eseguita nel rispetto delle normative. Mi chiedo: che tipo di località turistica immaginano gli abitanti di Maldonado? Che tipo di Punta del Este immaginiamo noi? La Lega per lo Sviluppo di Punta del Este (un'associazione civile senza scopo di lucro che si dedica alla promozione del turismo e dello sviluppo commerciale, nonché alla tutela del patrimonio e degli interessi dei residenti della zona, Ndr.), alcuni mesi fa, ha organizzato una serie di dibattiti su questo tema: che tipo di Punta del Este immaginiamo? Che tipo di Punta del Este vogliamo per il futuro? Le conclusioni di questi incontri sono state piuttosto interessanti, sottolineando l'importanza della conservazione della natura, essenza stessa della località turistica.”
“Vi chiedo: Una torre di 320 metri a San Rafael, affacciata sul mare, è la Punta del Este che immaginiamo? È questa la Punta del Este che sognano i nostri vicini? Questo Consiglio ha chiesto alla comunità se approva questo progetto? Ho consultato diverse persone durante le nostre visite periodiche in tutto il dipartimento. La maggior parte delle opinioni è contraria perché si tratta di un progetto dirompente. Se andiamo al nocciolo della questione, per quanto riguarda il permesso che questo Consiglio autorizzerà o meno, questo progetto si discosta dalle normative in materia di altezza, indice di edificabilità (FAR) del piano interrato, FAR del piano terra e sconfinamenti nella fascia di rispetto anteriore. Presenta anche altre eccezioni, e questa è la relazione dell'architetto Laguarda in merito.”
Delgado subito ribatté per evitare fraintendimenti: “Il sindacato (SUNCA) non era lì per fare pressione sull'investitore. Perché SUNCA ha organizzato la protesta davanti al palazzo del Comune? Per fare pressione sul governo dipartimentale, quello che aveva concesso loro i benefici, che aveva concesso loro una deroga. E quello che chiedevano, precisamente, era che venissero mantenute le promesse fatte in materia di posti di lavoro. SUNCA ha detto: ‘Mantenete le promesse, rispettate gli impegni presi, le promesse fatte, quelle che il sindaco ha detto alla riunione dell'ADM, ovvero che sarebbe stato un impianto UPM senza fumo, che ci sarebbero stati tra i 3.000 e i 4.000 posti di lavoro una volta costruito l'impianto di San Rafael". Questo è ciò che SUNCA pretendeva. E a chi avrebbero dovuto chiederlo? A chi aveva presentato il progetto al Consiglio dipartimentale, a chi lo aveva approvato, a chi aveva concesso le deroghe per la costruzione. Quindi, signor Presidente, è così. Non può affermare che SUNCA non avrebbe potuto fare pressione sull'appaltatore, perché non l'ha fatto.”
“Inoltre – per concludere –, dobbiamo ricordare che esisteva una Commissione di Controllo dei Lavori. E qual è stato l'esito del lavoro di quella Commissione sulle deroghe approvate dalla precedente amministrazione? Nessuno, perché i dati che abbiamo sui posti di lavoro creati da quelle deroghe sono quelli forniti da SUNCA. SUNCA non ha partecipato alla Commissione di monitoraggio perché il Partito Nazionale si è rifiutato di ammetterla. Lo abbiamo ripetuto più volte: se non fosse stato per le due deroghe approvate e attuate alla Fermata 17, il numero di posti di lavoro non sarebbe stato quello che è stato. Dei 6.000 o 7.000 posti di lavoro promessi dopo l'approvazione di quella valanga di deroghe, ne sono stati creati solo 1.700, nel momento di massima attività dei grattacieli in costruzione, quelli alla Fermata 17. Grazie, signor Presidente.”
Il consigliere Alexander Infante propose i suoi di ragionamenti: “Signor Presidente, oggi siamo qui – anche per chiarire alcuni punti – in virtù di un decreto che abbiamo votato in questa Commissione dipartimentale nel 2017, insieme ai colleghi del Fronte Ampio, e che abbiamo modificato a giugno – credo – di quest'anno. Questo decreto stabilisce una scadenza per l'entrata in vigore delle deroghe, e se non vengono applicate, decadono. Pertanto, non si tratta di speculazione immobiliare: l'investitore deve agire in tal senso o perderà la deroga. Chiedo di nuovo: cosa ci guadagna un investitore se gli concediamo una deroga e lui non la applica? Cosa ottiene? Quale beneficio abbiamo dato a qualcuno a cui abbiamo offerto l'opportunità di fare qualcosa e che non l'ha sfruttata? Come ha anche accennato il mio collega Varela, questo investitore, almeno, si è fatto vivo, è sempre la stessa persona, ed è dovuto tornare più volte davanti alla Commissione dipartimentale per essere indagato, praticamente da noi, per essere interrogato da noi. Anche questo va apprezzato: non sta vendendo il progetto, sta venendo e mostrando il suo volto. […] Non voglio addentrarmi nei verbali stenografici perché ormai appartengono al passato – stiamo guardando avanti – ma all'epoca avevamo il sostegno dei consiglieri dell'opposizione, compreso il Partito del Colorado. Oggi, purtroppo, il Fronte Ampio non crede nel dipartimento di Maldonado e non investe in esso. Signor Presidente, noi di questo consiglio crediamo fermamente che dobbiamo credere in questo progetto e dargli un'altra possibilità. Quindi suggerisco di procedere alla votazione su questa questione; propongo che […].
Il giornalista Ladra ha affermato durante uno dei suoi tanti editoriali radiofonici che: “L’associazione degli architetti ha criticato il progetto con parole come: ‘Un muro sopra la costa, impatto forte sul paesaggio, ovviamente, ombre sopra la spiaggia, questo progetto crea un precedente urbanistico per altri progetti simili, con la paura che si inizi a creare infatti un muro che copre tutto’. Sono state raccolte firme e ci sono stati ricorsi per non fare progredire l’opera. Si discusse anche il cosiddetto ‘regime dell’eccezione’, causato dall’investimento di una sola persona. William Rey Ashfield, insieme alla società di architetti e alla facoltà di architettura, presentarono ricorsi per impedirne la distruzione. Non so se è vero, ma alcune mie fonti dicono che Cipriani annunciò una potenziale causa per danni morali e materiali contro Rey, dicendo che danneggiò l’immagine del brand e perché provocò gravi perdite di vendita durante la sospensione della demolizione.”
Secondo “La Diaria”: “Si è tenuto presso la sede della Lega per lo Sviluppo di Punta del Este il seminario ‘Partecipazione dei Cittadini alla Pianificazione Territoriale’. All'evento hanno partecipato professori, autorità e membri dei comitati di quartiere. Il panel di esperti comprendeva il presidente della Commissione Nazionale per il Patrimonio, l'architetto William Rey; l'avvocato José Sciandro, in rappresentanza del Centro Regionale Orientale dell'Università della Repubblica (CURE); l'avvocato Carlos Castro, in rappresentanza dell'Università CLAEH; l'antropologa e Dottoressa in Pianificazione Adriana Goñi, della Facoltà di Scienze Umanistiche e dell'Educazione; l'architetto Laura Alemán, della Facoltà di Architettura dell'Università della Repubblica; e gli architetti Natalia Brener e Fernando Martínez, dell'Ordine degli Architetti dell'Uruguay. In rappresentanza dei comitati di quartiere erano presenti residenti di Punta Ballena, El Tesoro, Ocean Park, San Rafael, Punta del Este, Sauce de Portezuelo, La Barra, Punta Colorada, Balneario Buenos Aires ed El Chorro. A seguito delle presentazioni dei professionisti, i residenti hanno espresso diverse preoccupazioni riguardo alla situazione nei vari quartieri di Maldonado. Tuttavia, i due progetti più discussi del pomeriggio sono stati i lavori di costruzione sul lungomare di Punta Colorada e il futuro dell'ex Hotel San Rafael. Un membro dell'Associazione di quartiere San Rafael ha affermato che, se il nuovo progetto di Giuseppe Cipriani verrà realizzato, il quartiere ‘scomparirà’. Ha inoltre sottolineato l'impossibilità dei residenti di dialogare con le autorità del Comune di Maldonado.”
“L'architetto Laura Alemán ha aggiunto che il progetto San Rafael prevede la demolizione di un edificio ‘emblematico’ per la città, che ad oggi ‘è rimasto incompiuto’. ‘Il progetto andrà sicuramente avanti’, ha dichiarato, ‘ma quel luogo avrà un carattere molto diverso’. Ha avvertito che ‘abbiamo ancora tempo per evitare situazioni simili in altre zone di Maldonado’. Sempre in quest'ottica, ha criticato il Consiglio dipartimentale Maldonado per aver votato a favore di molte eccezioni per i progetti di costruzione, il che implica consentire costruzioni, ristrutturazioni e richieste di altezza per edifici che non rientrano nei regolamenti. […] Le associazioni di quartiere hanno concordato nel chiedere che le autorità dipartimentali rispettino le linee guida della Legge 18.308 sulla pianificazione territoriale e lo sviluppo sostenibile, che stabilisce la partecipazione dei cittadini al processo decisionale e l'obbligo di informazione pubblica sulle caratteristiche dei progetti che il governo intende sviluppare in collaborazione con soggetti privati. ‘Leggete la legge ed è ottima. Ma come la applicate? Perché l'ultima parola spetta sempre alle autorità’, ha affermato Pablo Sanguinetti, membro di Amigos del Faro, l'associazione di quartiere di Punta del Este.”
Il Gruppo Orascom fu uno degli iniziali partner di Cipriani nel progetto ma dopo un po’ decise di abbandonare il tutto. L’egiziano Onsi Sawiris, fondatore del Gruppo, morì il 29 giugno del 2021. I figli, per il momento, non sembrano intenzionati a ricredersi sul resort a Punta del Este, ma chi lo sa cosa riservi il futuro, mai dire mai.
GIOCO D’AZZARDO ON-LINE
“I giochi da casinò on-line – affermano delle dichiarazioni ufficiali – rimangono severamente illegali in Uruguay, poiché il Paese mantiene uno stretto monopolio statale sulle scommesse a distanza. Mentre i casinò tradizionali terrestri operano legalmente sotto la supervisione statale da generazioni, l'attuale quadro legislativo non consente piattaforme di casinò online private o offshore. L'unica forma legale di scommesse online disponibile nel Paese è quella sportiva. Questa è attiva esclusivamente tramite Supermatch, una piattaforma gestita dalla rete nazionale di lotterie autorizzata dallo Stato. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, attraverso la ‘Dirección Nacional de Loterías y Quinielas’ (DNLQ), applica attivamente il divieto. Lo stato impone ai fornitori di servizi internet (ISP) di bloccare i domini di gioco d'azzardo offshore non autorizzati, limita le transazioni finanziarie legate a piattaforme illegali e impone divieti rigorosi su marketing o sponsorizzazioni sportive senza licenza. Il quadro legislativo è sotto esame, con diversi tentativi di transizione verso un mercato regolamentato: una proposta legislativa ricorrente mira a concedere licenze esclusive per casinò online solo agli operatori che già detengono concessioni di casinò fisici terrestri in zone turistiche designate (come Punta del Este).”
Sebbene sia stata approvata dal Senato nel 2022, la proposta legislativa importante per Cipriani ha subito ritardi alla Camera dei Rappresentanti “a causa delle tutele per le imprese locali”. Il senatore Felipe Carballo (Fronte Ampio) ha introdotto un nuovo disegno di legge che propone una “Piattaforma di gioco online statale” centralizzata gestita dal DNLQ, che prevederebbe una forte supervisione dello Stato e una partecipazione limitata del settore privato. L'amministrazione del presidente Yamandú Orsi ha avviato audizioni pubbliche per modernizzare la legge generale sui casinò. Il governo si trova però ad affrontare una duplice pressione: gli operatori locali, riuniti nella neonata ‘Cámara Uruguaya de Operadores y Arrendadores de Servicios de Casino’ (CUOASEC), sostengono che un quadro normativo completo potrebbe sbloccare milioni di investimenti, mentre il potere esecutivo ribadisce che la salute pubblica, i controlli antiriciclaggio e la tutela dei giocatori devono precedere l'espansione del mercato. Allo stato attuale, il Presidente Orsi non ha ancora approvato la bozza di legge presentata all'Assemblea. Fronte Amplio punta a concludere l'iter legislativo entro la fine del 2026. “L'avvio di un nuovo regime per il gioco d'azzardo dovrà superare interessi profondamente radicati e consolidati – avvertono alcuni politici –, il che suggerisce che la strada da percorrere prima di raggiungere un accordo normativo sia ancora lunga.”
Durante la sessione, il consigliere Delgado ha aggiunto: “Consideriamo quanto affermato dal signor Cipriani nel giugno 2018: ‘Speriamo di poter realizzare il casinò, perché dipende interamente dallo Stato. Non credo sia essenziale, ma è molto importante, perché il casinò creerebbe anche 300 posti di lavoro. Credo che, viste le dimensioni dell'investimento e dell'area interessata, sarebbe di fondamentale importanza’. All'epoca, il signor Cipriani affermò che il casinò era importante, ma non essenziale per la realizzazione del progetto.”
Anche il consigliere Fermín De Los Santos non ebbe peli sulla lingua nel dimostrare la sua contrarietà al progetto: “Grazie, signor Presidente. Avevo previsto di iniziare il mio intervento con un titolo, ovvero ‘La telenovela di San Rafael’, ma ho aggiunto un'appendice – ora che appendici, supplementi e simili sono così di moda –: ‘La telenovela dell'Hotel San Rafael e la telenovela del Partito Nazionale’. Non ripeterò quanto già raccontato e gli ottimi riassunti forniti dai miei colleghi Delgado e Garlo, perché l'obiettivo è evitare ripetizioni. […] Abbiamo un singolo investitore che, con quello che ha fatto l'altro giorno in Commissione Lavori Pubblici – ed è un bene che i cittadini di Maldonado abbiano poi ascoltato, visto e letto le registrazioni – non si è limitato a prendere in giro i membri del consiglio – perché alcuni di noi ricordano perfettamente, di questo non ho dubbi; ci ha nominati, e senza che Monsuárez (il Dr. Pablo Monsuárez, rappresentate legale di Cipriani, Ndr.) glielo ricordasse, lui che ricorda quasi tutto e parla più di lui – ma ha mancato di rispetto all'istituzione del Consiglio Dipartimentale.”
“Perché ho visto una persona – che è diventata completamente inaffidabile come investitore – dire cose davvero oltraggiose”, continuò il consigliere. “Sapevamo fin dall'inizio che il gioco d'azzardo era un problema fondamentale per il progetto. Lo sapevamo perché lo sappiamo anche dall'esperienza del Conrad – ora Enjoy –; se non ci fosse stato un casinò, non ci sarebbe stato un hotel, perché non è un hotel con un casinò, è un casinò che offre servizi alberghieri. Anche Cipriani aveva intenzione di fare lo stesso, ma, nella sua smania di prendere tempo, ha continuato a insistere sull'offerta. Ha cercato di venire incontro ad alcune richieste che si concentravano proprio su ciò che inizialmente aveva definito importante, ma non decisivo, per la realizzazione del progetto. Quindi, cosa scopriamo oggi? Innanzitutto, scopriamo che il 30 giugno 2022 il fascicolo era al vaglio del Consiglio. Non so cosa sia successo al Partito Nazionale tra giugno e oggi, visto che non hanno votato a favore, perché sia chiaro, i voti ci saranno oggi. A voi non importa quello che diciamo, e il vostro unico pretesto sarà alzare la mano e dire: ‘Daremo lavoro a Maldonado’. È tutta una bugia. Non daranno lavoro a Maldonado, e non ha alcuna sicurezza. Perché fin dal momento in cui iniziamo a raccontare questa storia, purtroppo – e intendo proprio purtroppo – abbiamo ragione: non c'è niente. Come ha detto Joaquín, c'è un pozzo; e basta. Perché anche ciò che c'era, lo hanno distrutto con le bugie.”
In un’intervista concessa a Forbes-Uruguay un anno fa, Giuseppe Cipriani ha reiterato quanto il gioco d’azzardo on-line fosse fondamentale per l’avanzata del progetto. Senza di esso nessuna torre può essere completata, o almeno questa è l’impressione generale. “Abbiamo l’investimento più grande mai lanciato in questo Paese”, ha spiegato l’imprenditore italiano abbastanza innervosito dalle domande della giornalista che lo intervistava. Lei ha reagito con stupore pur mantenendo il sangue freddo anche quando Cipriani l’ha interrotta per sottolineare una cosa a lui evidente: “Si immagini se lei dovesse lavorare senza il telefono. È la stessa cosa. Ti apre la porta del mondo, ti dà la possibilità di parlare con più clienti. Non c’è modo di lavorare senza l’on-line. Mi sembra strano che mi faccia una domanda così strana, perché è come se l’on-line per lei non esistesse, tutto il mondo lavora con l’on-line, No? Mi sta facendo una domanda che è piuttosto strana.” La giornalista ha tentato di difendersi cambiando completamente discorso per riprendere sulle radici familiari di Cipriani, una domanda cui l’imprenditore italiano dovrà probabilmente rispondere per il resto dei suoi giorni.
Nello stesso periodo, dopo aver chiesto la collaborazione all’egiziano, a un francese e ad alcuni fondi di investimento americani, Cipriani è apparso su Forbes-Brasile assieme al suo recente businsess-partner: l’argentino Edgardo Defortuna, uno dei più potenti uomini d’affari nel settore, stabilitosi a Miami negli anni 80 alla tenera età di 22 anni. Durante l’intervista, una fila di persone assisteva in piedi dietro gli imprenditori aspettando la fine della conversazione per applaudire.
L’ALBA DI UN NUOVO GIORNO
Era ormai notte fonda ma alcuni consiglieri ebbero ancora qualcosa da dire. Pur sapendo che il progetto sarebbe stato approvato, molti sentirono di dover far valere le loro ragioni fino alla fine, che fossero a favore o contro la ripresa dei lavori. Il consigliere Christian Estela del Partito Nazionale è stato uno degli ultimi a parlare. Oltre ad esprimere le sue riflessioni sul progetto, ha ricordato la morte di Eduardo Peña Valiente, importante giornalista e conduttore radiofonico uruguaiano che lavorava a Punta del Este ed era strettamente legato alla copertura locale dello storico Hotel San Rafael. È deceduto nel febbraio del 2019.
“Ho ascoltato attentamente tutta la notte”, iniziò il consigliere. “Voglio parlare a titolo personale. Sono stato una delle persone che meno credevano in questo progetto. Se guardate la stampa, vedrete che quello che dico è vero perché mantengo la mia posizione. Appartengo a un partito e se lui e il sindaco dicono che è un bene per Maldonado, sarò qui e voterò sì. Non perché ci creda, penso che quest'uomo (Cipriani) sia stato molto fortunato... I miei colleghi del Fronte Ampio dicevano ogni volta che eravamo in riunione... che quest'uomo ci stava prendendo in giro, che non voleva che il progetto decollasse, che non voleva che decollasse finché non lo avesse voluto lui. Ora lo faremo uscire di scena e domani gli daranno la piattaforma on-line, il che richiederà un altro mese o due. Quest'uomo dovrà presentare il progetto. Tutto è allineato a suo favore. Non possiamo permettergli di mentirci, e non possiamo permettergli di umiliarci tutti come ha fatto l'altro giorno; l'ha fatto per un attimo. Io faccio finta di essere stupido quando voglio, ma quel tipo ha perso la testa, e l'altro (l’avvocato di Cipriani) ci ha detto di andare a difendere il gioco d'azzardo online.”
“Mia madre è dipendente dal gioco d'azzardo – proseguì il consigliere –, va alle slot machine per divertimento; immaginate se ora le mettessero il gioco d'azzardo sul cellulare, non avrebbe nemmeno abbastanza soldi per pagare la bolletta della luce.” (Risate). “Ora ci ridiamo sopra, ma è vero – continuò Estela –, immaginate un giocatore d'azzardo a casa, ha 100 dollari da parte, o se ha una carta di credito la manda; quel tipo andrà in bancarotta, giocando d'azzardo sul cellulare. E noi ridiamo. Ecco perché quel tipo è andato: prima il casinò non gli bastava e ha detto: "Basta con tutto questo". Ora, no, se non mi danno il gioco d'azzardo online... Quel tipo ci ha detto in faccia che sarebbe andato in bancarotta. Il tizio (Cipriani) ci ha detto in faccia che porterà turisti dalla Cina, dal Giappone e dalla Russia, ma li porterà a piedi? Non ci sono mezzi di trasporto. C'è un limite a tutto. Nella mia ignoranza, mi piace sopportare la situazione per un po' finché non mi annoio, e quando mi annoio, mi piace dire la verità, ma in modo diretto. Spero, almeno, che (Cipriani) faccia lo stesso con il presidente e il sindaco di Maldonado, anche se non fa lo stesso con gli altri.”
“Non continuerò perché più parlo, più dico la verità, più mi scalderò e verrò scoperto. Comunque, voterò per lui perché appartengo a un partito; nessuno mi ha imposto la disciplina di partito né mi ha costretto a fare politica. Appartengo al partito di governo, insieme ad altri 15 consiglieri. Sono quattro di loro, e altri due che possono fare quello che vogliono, ma noi 15 siamo con il partito. Se il sindaco dice che le cose stanno così, non ho bisogno di ulteriori spiegazioni. Ma io penso, e ho la mia opinione: quest'uomo ha preso in giro il presidente dell'Uruguay, il sindaco di Maldonado e noi, ha fatto quello che voleva, non c'è dubbio. Sa quanto vorrei affrontarlo e dirgli: ‘Ehi ragazzo, sei impazzito? Che ti prende?’ Hai visto cosa ci ha detto mentre eravamo lì seduti? L'avvocato ci ha detto di difendere il gioco d'azzardo on-line.”
“Va tutto bene, bellissimo, ma io starò qui con i miei colleghi perché non sono né migliore né peggiore, ma se avessi potuto fare una scelta e non votare per lui, sai quanta paura avrei avuto? Gliel'ho detto nel 2018, ci sono le registrazioni con Peñita, il giornalista scomparso, ricordate? Potete cercarle su YouTube per vedere se ci sono. Ho detto la stessa cosa: quell'uomo non avrebbe costruito quella mostruosità che aveva presentato inizialmente – ricordate quanto era alta? – e con tutto quel clamore, era ancora meno probabile che lo facesse. Andare a vivere lassù dopo è un'impresa enorme. Almeno dovrebbe costruire il San Rafael. Li ascoltiamo con grande affetto; hanno ragione sotto molti aspetti, ma cosa si guadagna dicendo: ‘Tizio ha detto questo, Caio ha detto quello’? Possiamo cambiare idea tutte le volte che vogliamo, e non è un crimine. Se il massimo funzionario mi chiamasse, non avrei alcuna informazione. Parlo a titolo personale; ognuno sarà responsabile delle proprie azioni. Non credo in questo progetto, e non ci ho mai creduto, e quest'uomo ci sta usando in un modo... Per di più, ci sfida, ci sfida, come se fossimo noi a fare pressione sul progetto. Quando ha voluto dare il via libera, vi siete alzati tutti in piedi e lui ha detto: ‘Dobbiamo andare a votare’. Questo perché il gioco on-line uscirà presto e lui ha bisogno di tutto in una volta. Cosa stiamo facendo? Stiamo scaldando il vaso. È un bene per Maldonado, ed eccoci qui.”
APPROVAZIONE
Alle prime luci dell’alba di mercoledì 14 dicembre 2022, la sessione ordinaria stava giungendo al termine. Tutti i consiglieri votarono e alcuni sentirono il bisogno di giustificare con qualche ultima parola conclusiva la propria scelta:
Consigliere Ricardo Castro: “Abbiamo votato contro questo progetto, che è già stato presentato e dibattuto a fondo e a lungo, soprattutto stasera. Credo che, prima di tutto, il curriculum dell'investitore non giustifichi un voto favorevole da parte di questo Consiglio e di questo gruppo. I continui cambiamenti di posizione non offrono certezze al nostro settore politico e, in fase di valutazione, non possiamo permettere che si generino ulteriori false aspettative su una questione così cruciale come l'occupazione. Credo che i fatti parlino da soli: il progetto è stato regolarmente votato nel 2018 e la pandemia è iniziata nel 2020, quindi c'è stato un periodo ragionevole durante il quale l'investitore non ha fatto nulla.”
Consigliere Sergio Casas (contrario, chiede chiarimenti): “Abbiamo votato contro questo progetto perché lo consideriamo irrealizzabile e siamo convinti che la costruzione di una torre di 320 metri potrebbe avere un impatto ambientale. Grazie mille.”
Lilián Santos (contrario), Luciano Fernández (favorevole), Adolfo Varela (favorevole, chiede chiarimenti): Non so da dove cominciare. […].
Consigliere Francisco Salazar (favorevole, chiede chiarimenti): “Abbiamo votato a favore perché ci fidiamo dei nostri colleghi della Commissione Lavori Pubblici e sosteniamo la relazione che hanno preparato. Purtroppo, stasera non abbiamo sentito alcuna proposta dall'opposizione; abbiamo sentito solo contraddizioni. Cercavano un pretesto per impedire ai nostri colleghi di votare a favore di questa deroga, con tutto ciò che comporta. È un peccato che il consigliere del Fronte Ampio, che ha detto che sembrava un film, una serie Netflix, non sia qui; a quanto pare pensava che l'egiziano fosse un Messia che sarebbe venuto a risolvere tutto. Dimostra una totale mancanza di comprensione degli investimenti e degli investitori. Questo è tutto, signor Presidente.”
Consigliere Alexandro Infante (affermativo e chiede giustificazione): “Guardi, se parliamo di progetti che non si concretizzano mai ma che generano aspettative di lavoro, beh, il Fronte Ampio ha diversi esempi. Hanno una lunga serie di progetti che hanno generato aspettative in questo Paese ma non si sono mai realizzati: palificazioni nel Río de la Plata, petrolio, Aratirí, non so quante altre cose, un porto in acque profonde... hanno un'intera collezione di progetti che non si sono mai concretizzati. Sono critico, continuerò ad essere critico e oggi non credo in Cipriani […].
Preferirei, signor Presidente, e preferirei dover andare a casa del signor Cipriani, bussare alla sua porta, guardarlo negli occhi, scusarmi e dirgli: ‘Ho sbagliato’, piuttosto che votare contro e venire in questa seduta plenaria a battermi il petto e dire che avevo ragione. Grazie, signor Presidente.”
Verónica Robaina (sì), Carlos Stajano (sì), Damián Tort (sì), Miguel Cabrera (sì), José Ramírez (sì), Florencia Acosta (sì), Nicolás Sosa (sì, e chiede giustificazione): […].
Consigliera Stephanie Braga: Signor Presidente, abbiamo votato a favore, anche se non eravamo presenti la sera in cui la questione è stata discussa nel 2018. Abbiamo ascoltato attentamente tutti i consiglieri. Ed è vero che votare per una deroga non crea automaticamente posti di lavoro, ma offre la possibilità, ed è questo il voto di fiducia che stiamo dando stasera. Un mio amico dice spesso che in Consiglio si fa molta ‘lettura del futuro’, quindi penso che anche stasera ci sia stata molta ‘lettura del futuro’. Speriamo – perché so che in fin dei conti tutti vogliamo il meglio per Maldonado – che questo progetto possa essere completato, in qualunque sezione e fase venga intrapresa. Il mio collega Sosa – vorrei menzionarlo – ha appena detto che ci sono chiaramente molte opinioni. Ci sono molte opinioni sulla demolizione dell'edificio San Rafael: molti sostengono che sia stata la scelta giusta, che avesse esaurito la sua funzione e che la questione fosse chiusa, mentre molti altri credono che quest'icona avrebbe dovuto resistere per secoli, fino al suo crollo improvviso. Chiaramente, le opinioni sono contrastanti.”
Fernando Perdomo (a favore e chiede la giustificazione del voto): “Siamo in una situazione di stallo da quattro anni con questo progetto, e siamo a pochi minuti dall'alba, come sempre accade con ogni progetto. Anche il progetto del World Trade Center (costruito a Montevideo con una succursale a Maldonado, Ndr.) si è bloccato, e la seconda volta è stato portato a termine, quindi speriamo che questa volta vada a buon fine. Non stiamo dando a quest'uomo un assegno in bianco, ma piuttosto una lettera di credito, con la speranza che porti a termine il progetto, visto quanto ha investito. Ci auguriamo che il progetto venga completato e diventi un punto di riferimento per Punta del Este, come lo fu il San Rafael negli anni '40 o il Conrad negli anni '90. Questo è il nostro più grande desiderio.”
Consigliere Javier Sena: “Grazie, signor Presidente. Credo che questa Commissione dipartimentale si sia sbagliata per tutta la notte. Qui, quando dobbiamo valutare un progetto, giudichiamo gli investitori o chiunque altro; dobbiamo valutare un progetto. Giudichiamo se hanno soldi, se sono biondi, se vengono dal Giappone, se sono greci, o qualsiasi altra cosa. L'ho detto fin dall'inizio, signor Presidente, baso la mia decisione sul progetto, e non mi interessa se è giapponese, italiano o uruguaiano. Voto perché penso che questo progetto sia valido, che sia ragionevolmente in armonia con l'ambiente circostante, anche se alcuni dicono il contrario, […] Credo che tutto ciò che viene detto qui sia completamente fuori luogo... Se qualcuno in seguito analizzasse quanto detto qui, non avrebbe alcun senso. Stiamo esaminando un fascicolo, e se la persona in questione lo farà o meno è una questione privata, e finisce lì. Signor Presidente, queste sono le mie ragioni, e sono convinto che lo farà, perché, in base a ciò che ha esposto, ha senso che lo faccia. Ecco perché voterò a favore. Grazie, signor Presidente.”
Consigliere José Sánchez (affermativo e chiede la giustificazione del voto): “Signor Presidente, voto a favore e confermo quanto affermato nella mia precedente dichiarazione: ho dei dubbi, ma voto a favore perché, come ha detto il consigliere Osvaldo Matteu, dobbiamo dargli un'altra possibilità. […] Inoltre, stiamo parlando di un investitore che sta investendo più di 50 milioni di dollari in un'area; non possiamo semplicemente abbandonarlo così. Come minimo, costruirà il San Rafael e il casinò che sono stati approvati dal governo nazionale.”
Consigliera Eva Abal (affermativa e chiede di spiegare il suo voto): “Innanzitutto, signor Presidente, credo che una delle parole più usate stasera sia ‘certezza’, un'altra sia ‘sicurezza’, e in questa vita, l'unica certezza è la morte, signor Presidente, sia la nostra che quella degli altri. Ho 47 anni, signor Presidente. Non ho mai visto il Casinò di San Rafael nel suo periodo di massimo splendore. Non l'ho mai conosciuto come tale. L'ho conosciuto quando stava perdendo le tegole del tetto, l'ho conosciuto con i suoi pendii in uno stato deplorevole e i suoi giardini in pessime condizioni.”
Consigliere Christian Estela: “Spiegherò il mio voto, signor Presidente, prima di tutto a titolo personale. Appartengo a un partito che rispetto e sostengo, ma spiegherò il mio voto a titolo personale. Seguendo la stessa linea del mio collega Infante, voto a favore del progetto. L'imprenditore ha abbandonato tutti, dal presidente in giù, compresi noi, che un giorno siamo usciti di casa felici dicendo ‘abbiamo votato per il lavoro per Maldonado, lavoro per Maldonado’, e stiamo ancora aspettando. […]. E spero che votare per il San Rafael domani non mi riempia di tristezza, e che tutti gli uruguaiani finiscano per pagare 70 o 80 milioni di dollari perché qualche banca è stata fregata, giusto? Va bene che lo faccia il Peñarol, ma che lo faccia un'altra squadra? Questo è troppo per tutti gli uruguaiani. Perché quest'uomo, se non trova nulla, prenderà quel poco che ha e andrà dritto in banca dicendo: ‘Ho questo, ho bisogno dei soldi’, perché sono assolutamente certo che non lo farà con i suoi soldi. E ne sono convinto. E potete leggere le mie stesse parole oggi, visto che racconto questa storia fin dal primo giorno, perché non era chiaro fin dall'inizio, da quando ci presentava gli investitori che avrebbe portato. […] Speriamo che questo signore, almeno – non sta nemmeno ascoltando, sta già dormendo, mentre noi siamo qui a discutere dei suoi problemi (“Cipriani stava guardando le partite di calcio in Qatar”, affermarono altri consiglieri) – abbia un po' di rispetto per il nostro presidente, il presidente dell'Uruguay, e che abbia un po' di rispetto per il sindaco di Maldonado, che è colui che crede in lui. […] Grazie mille, signor Presidente.”
Ronald Martínez (sì), Osvaldo Matteu (sì, e chiede la giustificazione del voto): “Ribadisco: voto a favore con la convinzione che stiamo almeno facendo qualcosa, più per la gente che per Cipriani. Il bene dei cittadini di Maldonado è davvero in gioco; se Cipriani vuole fare marcia indietro, pazienza, purtroppo è così. Speriamo sinceramente che il progetto venga completato e che Maldonado diventi una città felice con un bellissimo casinò, un bell'edificio e tante persone che lavorano; stiamo investendo un po' di soldi in quel casinò. Questo è tutto, signor Presidente.”
In fine, prese la parola il Presidente della giunta:
“Sta albeggiando, se guardiamo fuori. Sta albeggiando, e la verità è, gente, che oggi stiamo facendo la storia; che ci piaccia o no, noi che abbiamo votato per una parte e noi che abbiamo votato per l'altra. Ci stiamo assumendo la responsabilità delle nostre azioni. Chi parla vota con immensa gioia perché, sempre, votare per la possibilità di garantire che coloro che sono là fuori in attesa di un lavoro occasionale, coloro che vengono picchiati dai bambini e non hanno niente da mangiare – che, fortunatamente, sono meno rispetto al 2019 e al 2018, sono molti meno, soprattutto nel nostro dipartimento, ma esistono, o lavorano e non vogliono smettere di lavorare – votare per questa possibilità, per il nostro partito, è sempre una gioia. Per noi che amiamo Maldonado, è sempre una gioia, ed è il fine ultimo per noi che siamo qui. Per noi consiglieri comunali, che rappresentiamo il popolo, non c'è questione più importante che votare per creare opportunità di lavoro per la nostra comunità. Ed è proprio quello che stiamo facendo: votare per creare opportunità di lavoro per la nostra comunità. Voto con gioia. Non sono mai stato, né sarò mai, un presagio di sventura, un portatore di cattive notizie; anzi, tutt'altro. Ora la palla è nel campo degli investitori. Abbiamo dato loro tutto il possibile per realizzare il progetto e faremo in modo che accada. Ma questo Partito Nazionale ha votato per il Millennium, per Le Parc, per il Venetian, per Fendi, per tutto ciò che Chiverta ha realizzato, per il Tower Casino, per la Torre Francia, per tutti gli hotel One, i Lobos, il Trump, il Tiburón, Le Jardin, la New York Tower, il Conrad. Il Partito Nazionale ha votato per tutti questi progetti, da solo. E sono andati avanti, e in ognuna di queste votazioni ci hanno detto che stavamo votando per la cosa sbagliata. Ci avevano detto che si trattava di un'impresa privata, eppure eccoli qui: portieri, addetti al parcheggio, addetti alla pulizia della piscina, imbianchini, operai, tutti al lavoro ogni giorno, a rendere grande il nostro Maldonado, ogni singolo giorno. Non ho mai sentito delle scuse quando la torre è stata completata. Questo partito ha sempre votato a favore e continuerà a farlo, perché crediamo che sia la parte giusta nella storia. Oggi abbiamo votato con gioia, con soddisfazione e – come hanno detto alcuni colleghi consiglieri – con speranza. E sapete una cosa? La speranza è l'ultima a morire. Grazie mille, consiglieri.”
VOTO: 22 su 31, favorevoli. Con 22 voti su 31, a maggioranza, il progetto del Gruppo Cipriani per l'Hotel San Rafael è approvato.
UN PARADISO, MA…
La prima volta che ho sentito parlare di Punta del Este è stato un anno fa grazie a Oliver Jones, noto giornalista hollywoodiano, che intervistava Minnie Driver, nota attrice anglo-americana nominata all’Oscar come miglior attrice non protagonista nel film “Good Will Hunting” (1997). Prima di essere catapultata verso la fama, Minnie ha trascorso quasi un anno con la sorella a Punta del Este. Vendeva jeans “ai ricchi turisti che provenivano da Buenos Aires”. La giovane attrice non aveva soldi, il poco che guadagnò con il suo primo film, “Circle of Friends” (Colin Firth, Ciarane Hinds, Chris O’Donnell, etc), lo usò per risanare alcuni debiti. La sua vita ha preso una netta svolta quando, dopo quasi un anno trascorso sulla costa uruguaiana, Minnie ha ricevuto una chiamata all’ufficio postale di Punta del Este: la sua agente voleva sapere se le potesse interessare un ruolo nel film “Golden Eye” con Pierce Brosnan (protagonista anche del film “The Thomas Crown Affair”). Nel film ha cantato per circa 45 secondi con un accento russo e, da allora, Minnie Driver non è probabilmente più tornata a Punta del Este ma continua a fare film, a scrivere e a surfare.
La costa dell’Uruguay, come molte altre coste, è un paradiso. Ma ogni paradiso ha anche il suo lato…problematico. “Il legame di Punta del Este con la mafia – spiegano i media e diversi studi di analisi politica – è in gran parte definito dal fatto che funge da rifugio di lusso per importanti signori della droga internazionali e da snodo logistico per la criminalità organizzata globale. La figura mafiosa più famosa associata alla località balneare è Rocco Morabito, spesso soprannominato il ‘Re della Cocaina di Milano’ e uno dei principali boss della 'Ndrangheta. Morabito è riuscito a sfuggire alle autorità per oltre due decenni, vivendo una vita sfarzosa in una villa di lusso a Punta del Este sotto la falsa identità brasiliana di Francisco Capeletto. La sua posizione è stata finalmente scoperta nel 2017. È stato arrestato in un hotel di Montevideo in seguito a una lite con la moglie, ma solo dopo che la polizia era stata allertata quando aveva iscritto la figlia in una scuola locale usando il suo vero cognome. Dopo il suo arresto, Morabito ha orchestrato un'audace fuga da un carcere centrale di Montevideo attraverso un buco nel tetto nel 2019. È rimasto latitante fino alla sua ricattura in Brasile nel 2021 e alla successiva estradizione in Italia nel 2022. La stabilità economica dell'Uruguay, la mancanza di una stretta sorveglianza radar e la sua storia di rifugio sicuro, hanno spinto organizzazioni come la 'Ndrangheta e i cartelli dei Balcani a utilizzare il Paese – e le zone costiere – come punto di transito principale per il traffico di cocaina verso l'Europa. I membri legati alle organizzazioni criminali messicane come il potente Cartello Jalisco Nuova Generazione (CJNG) e il clan Los Cuinis, hanno storicamente utilizzato Punta del Este per riciclare denaro proveniente dal narcotraffico attraverso il settore immobiliare e le attività commerciali locali.”
È anche per questo che Il Ministro della Giustizia italiano, Carlo Nordio, e il Vice Segretario della Presidenza dell’Uruguay, Jorge Díaz, hanno tenuto un importante incontro bilaterale (2 marzo 2025 a Montevideo, Ndr.) per “stabilire una collaborazione globale nella lotta contro la criminalità organizzata e il narcotraffico”. Entrambi i funzionari hanno discusso di urgenti strategie preventive, mentre Nordio ha anche messo in guardia l’Uruguay dall'imminente pericolo rappresentato dall'ingresso del fentanil in Sud America, definendolo “una bomba atomica”. Sono stati coordinati accordi di “piena cooperazione e condivisione di informazioni di intelligence”.
L’obiettivo: “Smantellare le reti transnazionali della criminalità organizzata tra i nostri due Paesi”.
Matteo Fraschini Koffi
(giornalista/filmmaker)