Nigeria, banditi nel college: «Decine gli studenti rapiti»

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DAKAR, Senegal - Urla e spari hanno bruscamente interrotto la notte di una scuola nel nord della Nigeria. Un gruppo armato ha preso di mira la cittadina di Kagara, nello Stato del Niger, sequestrando tra martedì e mercoledì

oltre 40 persone tra cui 27 alunni minorenni. Durante gli scontri almeno un ragazzino è rimasto ucciso. «Siamo distrutti», ha detto ieri alla stampa Danasabe Ubaidu, preside del collegio Government Science. «Gli studenti stavano dormendo nelle loro camere quando siamo stati attaccati. Secondo le prime informazioni – ha continuato Ubaidu –, almeno 27 alunni, 12 dei loro parenti e tre dei nostri impiegati sono stati presi da uomini armati e che indossavano uniformi». Sono circa 650 gli studenti in tutta la scuola. Sebbene non si conoscano ancora le esatte motivazioni del raid, si presume che i responsabili facciano parte di un gruppo armato locale. I veri mandanti, però, potrebbero essere i jihadisti di Boko Haram anche se la distanza tra il nord jihadista e lo Stato occidentale del Niger è notevole.

Il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, questa volta ha agito con rapidità, rispetto a casi analoghi del passato: «Le nostre forze speciali hanno già organizzato un piano di soccorso e sono al momento operative sul campo – ha dichiarato ieri Garba Shehu, portavoce del presidente –. Vogliamo agire il più rapidamente possibile per ritrovare tutti sani e salvi ». Apparentemente il commando responsabile del rapimento si è diretto in una foresta vicina per far perdere in fretta le proprie tracce.

L’aviazione nigeriana sta infatti sorvolando l’area. Kagara è situata a circa 260 chilometri a nord-ovest della capitale nigeriana, Abuja. Quello di ieri è l’ultimo di una serie di rapimenti che stanno colpendo non solo le scuole, ma diversi contesti della vita sociale nigeriana. A metà dicembre erano stati rapiti e poi liberati oltre 300 studenti nello Stato di Katsina. Mentre lunedì altre 20 persone sono state sequestrate mentre tornavano da un matrimonio. Per il momento non si hanno ancora notizie sulla loro sorte. «In gran parte dei casi tali rapimenti hanno come obiettivo la richiesta di un riscatto – affermano gli esperti –. Altre volte, invece, l’intenzione è di creare instabilità per minacciare il potere».

Nell’ultimo periodo, però, sembra che diverse milizie armate organizzino tali attacchi coordinandosi con i jihadisti di Boko Haram o gli affiliati dello Stato islamico presenti nel Paese. Spesso sono presi di mira anche i religiosi, tra cui numerosi cattolici. Anche per questo l’insicurezza è al centro dell’appello che la Chiesa locale continua a ripetere per esortare le autorità a migliorare le condizioni dei religiosi e dei loro fedeli. «I criminali, i banditi, che dir si voglia, sono consapevoli che l’attacco a un prete o a una suora cattolica fa notizia – aveva recentemente commentato Ignatius Kaigama, arcivescovo della capitale Abuja –. Agiscono in questo modo per spingere il governo a prenderli sul serio».

I sequestratori non risparmiano nessuno:

3 sono i sacerdoti sequestrati negli ultimi tre mesi per i riscatti, almeno uno è rimasto ucciso

20 sono i leader cristiani, tra cui almeno otto sacerdoti, uccisi nel Paese dai jihadisti dal 2015

53 sono le persone, tra sacerdoti e seminaristi, rapite da jihadisti o criminali negli ultimi cinque anni

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 18 febbraio 2021 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tags: avvenire cronaca

Matteo Fraschini Koffi - Giornalista Freelance