Una donna africana per guidare la Wto

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DAKAR, Senegal - La strada verso il vertice dell’Organizzazione mondiale del commercio ( Wto) sembra ormai in discesa per la nigeriana, Ngozi Okonjo-Iweala. Il neo-eletto presidente degli Stati Uniti, Joseph Biden, ha espresso il suo 'forte sostegno'

per l’ex ministra delle Finanze nigeriana la cui candidatura era stata ostacolata dalla precedente amministrazione di Donald Trump. La sua rivale, la sudcoreana Yoo Myung-hee – che aveva proprio avuto il sostegno, isolato, degli Stati Uniti – ha deciso di ritirarsi dalla corsa. «Ringrazio gli Stati Uniti per il loro supporto e la signora Yoo della Corea del Sud – ha riferito ieri in un comuni- cato Okonjo-Iweala –. Grazie anche al presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ai nigeriani, alla mia famiglia e a Dio». Dalla sua fondazione a Ginevra nel 1995, la Wto potrebbe quindi avere la sua prima donna e prima cittadina africana come leader. Il comitato per le nomine della Wto aveva raccomandato ai 164 Paesi membri lo scorso ottobre di nominare Okonjo-Iweala per sostituire il direttore uscente, Roberto Azevedo. «Tutti avevano approvato la sua nomina, con particolare desiderio da parte di Nigeria, Unione europea, Cina e Giappone – ha sottolineato ieri il quotidiano nigeriano, Premium times –. Solo Stati Uniti e Corea non erano d’accordo». Economista di formazione, Okonjo-Iweala, 66 anni, è nata a Ogwashi-Ukwu, nel sud-est della Nigeria. Figlia di due professori membri di una famiglia reale locale, all’inizio ha studiato in varie istituzioni prestigiose nigeriane per poi trasferirsi nel 1973 negli Stati uniti (dai quali ha ottenuto la cittadinanza nel 2019) e proseguire gli studi universitari a Harvard. In seguito alla laurea iniziarono i suoi oltre 25 anni di carriera alla Banca mondiale (Bm) nella sua sede a Washington. «In qualità di esperta di economia dello sviluppo è riuscita a diventare la numero due dell’istituzione finanziaria internazionale – indicano gli esperti –. Come direttore amministrativo era responsabile di oltre 80 miliardi dollari per le operazioni dell Bm in Europa, Africa, Sud-est asiatico, e Asia centrale».

Nota tanto per la sua serietà quanto per il suo umorismo e semplicità, Okonjo-Iweala ha colto l’opportunità di servire il suo Paese tra il 2003 e il 2015. È stata infatti due volte ministra delle Finanze e per due mesi nel 2006 ministro degli Affari esteri. In entrambi i casi, è stata la prima donna ad assumere quel ruolo nella storia della Nigeria. A capo del ministero delle Finanze, la funzionaria nigeriana ha combattuto per promuovere l’emancipazione femminile, ha portato avanti i negoziati con il 'Paris Club' per l’eliminazione di 30 miliardi di dollari del debito nigeriano nei confronti dei Paesi creditori e ha fatto il possibile per migliorare i livelli di trasparenza nel settore economico locale. Uno dei periodi più difficili per Okonjo-Iweala fu invece l’annullamento dei sussidi alla benzina per il gigante petrolifero nigeriano. «Tale manovra ha causato l’esplosione di violenti proteste di piazza nel 2012 – raccontava la stampa locale –. Anche a causa dell’apparente inefficacia rispetto a questa politica, il governo è stato costretto a indietreggiare ristabilendo i sussidi».

In quel periodo erano comunque aumentati i nemici fuori e dentro la cerchia dell’allora ministra delle Finanze. Sua madre di 80 anni, infatti, venne sequestrata da membri del crimine organizzato e rilasciata dopo cinque giorni. Un chiaro messaggio da parte di chi preferiva che il sistema nigeriano, noto per i numerosi scandali di corruzione, rimanesse immutato. «È una donna che non si fa intimidire facilmente - commentano gli ammiratori di Okonjo-Iwela, la cui formidabile carriera professionale non le ha impedito di crescere anche quattro figli –. Le sue capacità serviranno a mettere ordine nel Wto in questo periodo di incertezza globale».

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE 7 febbraio 2021© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Matteo Fraschini Koffi - Giornalista Freelance