NIGER / Attacco ai cooperanti, sospetti sui jihadisti

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DAKAR, Senegal - Il jihadismo ha sferrato un altro, terribile attacco nel Sahel. Domenica mattina due nigerini e sei cooperanti francesi sono stati uccisi mentre viaggiavano nella riserva naturale di Koure, a 60 chilometri dalla capitale del Niger, Niamey. Si tratta di un attentato con pochi precedenti in una zona del Paese considerata relativamente sicura . «La 4x4 dell’organizzazione umanitaria francese, Acted, è stata fermata a colpi di fucile verso le 11.30 di domenica », ha confermato ieri alla stampa Tidjani Ibrahim Katiella, governatore della regione di Tillaberi, teatro dell’aggressione. «Un gruppo di uomini armati in motocicletta ha ucciso prima i due nigerini: l’autista e la guida turistica. Subito dopo – ha aggiunto Katiella –, hanno preso di mira i sei francesi mentre tentavano di fuggire. Abbiamo recuperato i corpi e il mezzo totalmente bruciato». Le due organizzazioni umanitarie coinvolte hanno espresso ieri le loro condoglianze alle famiglie e condannato l’attentato. «Un atto barbaro e senza senso ha colpito i nostri sette colleghi e la loro guida turistica – hanno riferito Acted e Impact in un comunicato pubblicato –. Gli operatori umanitari non dovrebbero essere mai un bersaglio del terrorismo». Il presidente francese, Em- manuel Macron, ha assicurato che «tutte le misure verranno adottate per chiarire le circostanze in cui è avvenuta questa drammatica vicenda». La riserva naturale di Koure ospita gran parte delle ultime giraffe dell’Africa occidentale. Come attrazione turistica è visitata regolarmente da molti occidentali che non vogliono allontanarsi troppo da Niamey. Sebbene le ambasciate in loco avevano giudicato tale meta abbastanza sicura, da domenica l’intera regione è considerata ad alto rischio. «Siamo alla ricerca dei responsabili di questo massacro – hanno confermato ieri delle fonti militari francesi e nigerine –. Ci stiamo muovendo sia via terra che attraverso l’uso di aerei e elicotteri».

Per il momento nessun gruppo jihadista ha rivendicato l’attacco. I militanti islamici affiliati ad al-Qaeda hanno, però, affermato di non avere niente a che fare con l’uccisione delle otto vittime. «I jihadisti nigeriani di Boko Haram sono tra i primi sospettati dalle autorità – hanno spiegato gli esperti –. Il dito è stato comunque puntato anche contro gli affiliati dello Stato islamico nel grande Sahara (Isgs)». Da alcuni anni la Francia ha iniziato a lanciare operazioni di sicurezza nella regione per supportare gli eserciti del G5-Sahel che includono Mauritania, Mali, Niger, Burkina Faso e Ciad. Parigi sta, inoltre, formando la prossima forza militare europea e africana congiunta chiamata Takuba, alla quale si dovrebbero aggiungere anche i nostri militari italiani entro inizio 2021.

«L’Unione Europea assiste fin dalla sua fondazione il G5-Sahel in termini politici e di sviluppo economico », spiega ad Avvenire Giacomo Durazzo, ambasciatore italiano dell’Ue in Mauritania dove si trova il quartier generale del G5-Sahel. «Spesso la popolazione molto giovane del Sahel deve affrontare alti livelli di disoccupazione che possono favorire il reclutamento nei gruppi terroristici. Inoltre -–continua Durazzo –, militarmente formiamo e addestriamo i soldati locali, soprattutto in Niger e Mali, con l’obiettivo di combattere l’espansione jihadista nella regione». Il consiglio di difesa si riunirà questa mattina a Parigi per raccogliere tutte le informazioni disponibili delle autorità francesi e nigerine. Un incontro che determinerà la risposta a questo efferato attacco terroristico.

Matteo Fraschini Koffi per AVVENIRE - 11 agosto 2020 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Matteo Fraschini Koffi - Giornalista Freelance